Diario coronavirus /30

Oggi è la giornata mondiale del libro e del diritto d’autore. I libri sono sempre stati una componente essenziale della mia vita. Fin da bambino sono stato un onnivoro e accanito lettore.

La prima pagina di oggi

I libri, dicevamo. adoro l’ambiente delle librerie. Mi piace entrare e farmi chiamare dai libri. Immagino, girando tra gli scaffali, che quei volumi sono in grado di contenere ogni risposta alle mie domande. Li prendo, li sfoglio, guardo attentamente l’immagine di prima di copertina e poi li annuso.

Ogni libro, a seconda dell’argomento che tratta, ha un suo aroma. Ci avete mai fatto caso?

Non parliamo poi dei libri vecchi o antiche che hanno un profumo tra il salmastro e l’olivastro.

La giornata mondiale del libro è chiamata anche giornata delle rose. L’evento nasce per promuovere la lettura, la pubblicazione dei libri e la protezione della proprietà intellettuale attraverso il copyright.

L’origine di questa giornata è catalana. Lo scrittore valenciano Vincent Clavel Andrés la promosse per la prima volta. Re Alfonso XIII accettò la proposta e nel 1926 istituì la prima Giornata del libro spagnolo, celebrata in tutta la nazione. La scelta del giorno, 23 aprile, non è casuale.

Questo giorno è stato scelto in quanto cade l’anniversario della morte di tre importanti scrittori: Miguel de Cervantes, William Shakespeare e Inca Garcilaso de la Vega. Questa corrispondenza si rivelò un’importante coincidenza per l’UNESCO, che decise di segnare proprio questa data sul calendario.

La giornata detta anche  Giornata della Rosa poiché è tradizione che il giorno di San Giorgio in Catalogna gli uomini regalino alle proprie donne una rosa. Dal giorno dell’istituzione è consuetudine tra i librai catalani regalare in omaggio una rosa ai clienti per ogni libro comprato.

Oggi giornata tranquilla nella tranquillità più assoluta.

Sto lavorando molto alla stesura del mio nuovo libro e quindi le ore volano via.

I media continuano a parlare della fase 2 ma finché non c’è niente di ufficiale non mi preoccupo più di tanto.

Continua a rimanere interessante il discorso sugli sviluppi nel futuro prossimo per quanto riguarda ristorazione e trasporti.

Oggi pomeriggio, durante uno dei miei colloqui telefonici, io e il mio interlocutore, esperto in materia, siamo andati sull’argomento del futuro del vino.

Si ipotizza un tracollo delle vendite e io e Pippo abbiamo messo giù una lista di punti che qui vi riporto:

  • bisogna confrontarsi con il nuovo mercato. Ma quale mercato?
  • 20/30 anni fa c’era in Italia un consumo medio procapite di circa 50 litri all’anno contro i 33 litri prima dell’emergenza coronavirus
  • c’è una mentalità diffusa per cui se una bottiglia costa meno di 20 euro è considerata scadente
  • manca una cultura del vino come alimento da presentare sulla tavola nel quotidiano
  • consumo del vino edonistico, solo da venerdì o sabato sera

Sono solo alcuni punti che andremo a sviluppare proseguendo le chiacchierate

Pubblicato da Passeggiate nel Mistero - Gian Luca Marino

Gian Luca Marino scrittore e reporter del mistero

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