Fotografia e mistero

Desidero aprire una parentesi importante.

Nella mia vita sono fondamentali tre elementi attraverso i quali racconto il mondo che mi circonda: la scrittura, la fotografia e il mistero.

Ogni mio scritto parte da un’immagine. Un appunto visivo mentale che mi permette di esprimere narrazioni. 

Del resto il mio interesse e passione per la fotografia nasce in una cripta sotterranea di una chiesa dove ero alla ricerca di misteri.

Ricordo il momento esatto. 

Mi trovavo in quei sotterranei con un gruppo speleo archeologico alla ricerca delle basi di verità di un’antica leggenda che si raccontava.

Un luogo denso di storia, di polvere e di ossa umane, teschi e tibie che sbucavano ovunque.

I fotografi del gruppo stavano armeggiando con una reflex per fotografare un pozzo. Io rimasi estasiato da quei gesti, da quei movimenti.

Da quel momento al fotografia è entrata in me anche se, probabilmente, ci era sempre stata.

Negli anni successivi, in ogni mio viaggio, in ogni esplorazione, la macchina fotografica è stata una mia fedele ed imprescindibile compagna.

Le mie storie si generano dalle fotografie, da una memoria visiva.

Fotografando riesco a vivere nel qui ed ora. Una sorta di esercizio mentale molto zen. Non sento la fatica, non mi rendo conto del tempo che passa.

Cosa fotografo?

Bella domanda…

Riflettendo ho la consapevolezza che l’elemento che cerco in una immagine è la metafisica della stessa, ovvero una dimensione che va oltre la percezione reale, fisica. E qui entra in gioco il mistero perché solo attraverso esso riesco a trovare un senso, un pathos che dia un significato e un significante al lavoro che sto svolgendo.

Nei miei libri ciò accade regolarmente.

I primi due nascono dalla fotografia di un muro di mattoni a vista in una serata di nebbia. Il terzo dall’immagine di una statua in pieno agosto in una sperduta frazione di un piccolo borgo alle pendici dell’Etna. Il quarto da due porte in mezzo ad uno scenario naturale da favola.

L’ultimo libro che ho in scrittura, quello su Torino, ha origine da una serie di fotografie notturne dove ero alla ricerca dello spirito più misterioso e profondo della città.

Nelle mie fotografie non cerco l’estetica a tutti i costi ma frammenti, spiriti, suggestioni.

Dalle immagini fluiscono poi le parole. Un processo alchemico: dai fotoni nascono le emozioni che si traducono in simboli e fonesi.

Scrittura, fotografia e mistero, in sintesi: la mia filosofia. 

Pubblicato da Passeggiate nel Mistero - Gian Luca Marino

Gian Luca Marino scrittore e reporter del mistero

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