Diario coronavirus /27

Oggi è di nuovo lunedì, un’altra settimana di quarantena forzata si prospetta implacabile davanti.

Ecco la prima pagina di oggi

Una giornata trascorsa a scrivere e a fare riunioni con la videochat di whatsapp.

Non è facile pianificare in questo periodo perché non esistono certezze ma solo ipotesi. 

Il libro sulle Passeggiate nel Mistero a Torino sta proseguendo e mi fa molto bene questo esercizio.

Mi mancano le frequentazioni torinesi, mi manca quella città.

Camminare tra le sue strade alla ricerca di angoli inediti da fotografare e soprattutto di storie è un’attività che ha sempre fatto parte della mia vita.

Ricorso una notte a Porta Palazzo. Mi ero attardato con l’intento di fotografare il mercato di notte e sono riuscito ad immortalare il suo spirito proprio quando era deserto.

C’erano gli operai che, come fantasmi, in silenzio, trascinando carretti con le grandi ruote che sembravano usciti da un sussidiario delle scuole elementari, rimettevano ordine tra le bancarelle ormai smontate. La notte presagiva ed era propedeutica al  giorno dopo quando, al mattino, il mercato sarebbe stato pieno di vita, di persone, di profumi e di voci.

Penso che questo sai un po’ il paradigma di questi giorni, in attesa di un nuovo caos, un nuova alba.

Più scrivo di Torino e più mi accorgo di come questa realtà sia stata importante per me. Un rifugio, un’esplorazione, un fascino che mi ha sempre coinvolto ed ammaliato. 

Sono attirato dalle sue atmosfere retrò. E anche in questo caso le ho respirate a Porta Palazzo.

Un mattino sono capitato in un cortile dove si affacciavano le case a ringhiera.

C’era un cartello con scritto “Vietato giocare al pallone”. Quella semplice, perentoria indicazione mi ha fatto viaggiare indietro nel tempo agli anni Cinquanta. Ho sentito l’aroma del pranzo in preparazione, ho visto antiche massaie intente nei loro lavori domestici.

Ancora più profonda è l’atmosfera di Borgo Dora. In quel quartiere potrei perdermi veramente per sempre.

Se ieri c’era il profumo della pioggia oggi c’è il suo rumore. Mi piace tantissimo, lo adoro, soprattutto quando mi metto nel letto e ascolto le pioggia ritardando il sonno per gustarmi il momento. 

Pubblicato da Passeggiate nel Mistero - Gian Luca Marino

Gian Luca Marino scrittore e reporter del mistero

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