Diario coronavirus /23

La calma piatta delle giornate inizia a farsi sentire sempre di più. Il piacere delle abitudini quasi si annulla, cerco gratificazioni in nuovi progetti e immagino come sarà il mondo futuro.

Ecco la prima pagina di oggi

Se dovessi fare una classifica dei Social in questi giorni al primo posto si conferma Facebook.

Grande delusione Instagram (diretta con Alex Coghe a parte) e poi c’è il blog, dove sto scrivendo, che rimane un elemento di comunicazione potentissimo e trasversale.

Molto bene YouTube.

Momento più emozionante della giornata: la camminata per andare in banca. Eh sì, ogni tento servono anche i contanti.

Quando sono tornato ho avuto la stessa sensazione che si prova dopo una giornata trascorsa a camminare durante la visita in una grande città. Non sono più abituato a uscire, mi girava la testa.

Oggi pomeriggio, dopo aver scritto e letto, mi è capitato tra le mani un libro con una immagine di prima di copertina affascinante e curiosa

Dal volume ho tratto questo scritto:

“Certe case, come certe persone, rivelano subito il loro carattere malvagio. Nel caso delle persone non c’è bisogno di un aspetto particolare, possono anche avere un viso simpatico e un sorriso gioviale, eppure la loro presenza ci lascia convinti che in loro vi sia annidato qualcosa di radicalmente sbagliato: sono malvagi.

Volenti o nolenti, sembrano comunicare una sensazione di pensieri segreti e crudeli che fa fuggire chi si trova vicino a loro come un appestato.

E probabilmente con le case vale lo stesso identico principio: è il sentore di fatti malvagi compiuti sotto un determinato tetto, anche dopo molto tempo che i responsabili sono passati a miglior vita, che fa venire la pelle d’oca e rizzare i capelli.

Qualcosa della violenza originaria dell’omicida e dall’orrore provato dalla vittima pervade il cuore dell’osservatore innocente, che diventa di colpo conscio dei brividi, dei tremori, del sangue gelato. È travolto dall’orrore senza una causa apparente. 

Algernon Blackwood

John Silence e altri incubi”

Questa sera ho letto una notizia molto interessante riportata da La Stampa.

Un prete ha evitato la multa da parte delle forze dell’ordine perché, con tanto di permesso firmato dall’arcivescovo, stava andando in un paese della bassa per fare un esorcismo.

Ora, io nella mia città conosco solo un sacerdote abilitato dalla curia a compiere il rito esorcisti.

Potete leggere tutto l’articolo cliccando sul titolo “Vado a fare un esorcismo”. E il prete fermato in auto evita la multa ad Arborio

Pubblicato da Passeggiate nel Mistero - Gian Luca Marino

Gian Luca Marino scrittore e reporter del mistero

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