Sant Miquel e Port San Miquel

Quel 12 ottobre era la festa nazionale spagnola e io non lo sapevo. Era l’ultimo dei tre giorni, forse i più belli trascorsi a Ibiza, in cui mi trovavo su la Isla per raccogliere storie, materiale e appunti, a bordo di uno scooter.

Quel giorno immerso nella mia totale ignoranza, mi ero accorto che qualcosa non tornava. Pur essendo una giornata feriale , molti negozi erano chiusi, fuori dalle chiese c’era la Messa, i musei avevano le saracinesche abbassate e la gente era per le strade con aria di festa.

Verso il primo pomeriggio mi avvicinai al paese di San Miguel e salii fino alla chiesa. 

Nel piccolo piazzale adibito a parcheggio eravamo solo in due: io e una statua.

Era quella di Marià Villangómez (1913-2002) che fu uno degli scrittori piú importanti della letteratura di Ibiza. Figlio di una famiglia benestante, frequentó gli studi in Palma, Murcia, Barcelona e Valencia. Scrittore di versi e prose, impartí lezioni in Sant Miquel di Balansat dal 1946 dove diede inizio a una prolifica opera letteraria che lo portó a pubblicare in numerose rivista e periodici.

Il mio incontro con Marià Villangómez fu surreale. Inizii a parlare con quella statua chiedendogli chi era, da dove veniva e perché era lì. 

Poi, ad un certo punto, entrambe guardammo dall’alto le vie del paese dove la gente in festa non si era accorta minimamente di noi.

Un altro elemento che mi è rimasto particolarmente impresso nella memoria è la luce a ridosso della chiesa che amplificava i colori: il bianco dell’edificio e l’azzurro molto intenso del cielo.

La storia di Davide Traversa

Sant Miquel de Balansat é un piccolo «pueblo» situato a nord dell’isola, caratterizzato da una bella Chiesa sulla parte più alta dell’abitato.

C’è un mistero legato alla costruzione di questo edificio, una leggenda che viene tramandata da tempo immemore.

Inizialmente infatti, la chiesa avrebbe dovuto essere costruita in una spianata ai piedi della collina. Iniziarono i preparativi dei lavori ma, con grande stupore, accadde qualcosa di davvero strano. Ogni mattina, quando gli operai ritornavano al lavoro, erano scomparsi gli attrezzi da lavoro. E venivano ritrovati puntualmente sulla cima della collina, disposti a forma di croce.

Gli abitanti di Sant Miquel interpretarono questo fatto come un segno divino che la chiesa avrebbe dovuto essere costruita sulla cima della collina e non nel sito dove avevano inizialmente stabilito. Fu così che il progetto fu cambiato e la chiesa venne costruita nel suo sito attuale.

Il Ball Pagès è il ballo tipico ibizenco. Pare abbia origini antichissime, tanto che è ritenuto da molti uno dei balli più antichi d’Europa e, forse, del mondo. Ogni giovedì d’estate, alle 18.15, nel patio della chiesetta di Sant Miquel de Balansat ne fanno una rappresentazione.

A nord di Sant Miguel si trova Es Portixol considerata dalle guide la spiaggia più incontaminata di Ibiza.

La storia di Davide Traversa

Avevo letto che al principio del cammino, scendendo in un promontorio chiamato «Penyal de s’Aguila», si trova una zona ricca di fossili. La mia ricerca non ha portato a nulla ma in compenso ho scoperto una specie di camino in ferro, messo lì in mezzo al nulla e che non so a cosa potesse servire.

La seconda cosa, mi é apparsa durante il cammino di risalita nel lato opposto, in una zona chiamata Es Rubiò. Un antico forno di «calç», una polvere bianca molto comune a Ibiza (no, non quella che state pensando ) dove si trova ancora una pila di Calç, cosa davvero inusuale. Ma l’isola stava per riservarmi il piatto forte sul finale. Mentre camminavo sull’ultimo tramo in mezzo ai boschi si apre un promontorio a picco sul mare con una vista pazzesca sulla baia di Na Xamena.

Puerto de San Miguel (Port de Sant Miquel in catalano) era un tempo il porto per la pesca del villaggio di San Miguel, ma ora è una piccola e popolare località di villeggiatura per famiglie. Qui si trova una delle spiagge più riparate dell’isola, immersa in una baia e circondata da lussureggianti scogliere ricoperte di pini. 

La strada sterrata scorre per una valle interna, senza vista al mare, si arrampica su per la collina. Una volta parcheggiata l’auto si percorre a piedi l’ultimo tratto, fino a scorgere la maestosa torre. Entro nell’oscurità e salgo le strette scale a chiocciola.

Poi la luce. E un panorama che toglie il fiato. La Torre des Molar, l’ultima rimasta alla quale è possibile accedere alla sommità, sovrasta la baia di Port San Miguel. Ma la sua vista arriva fino a Benirras e a Caló de s’Illa (la famosa Moon Beach o Playa de Luna). Se invece ci affacciamo sotto noteremo due isole. A destra l’isola de Sa Ferradura (che in realtà è una penisola) è sormontata da una colossale villa e detiene il record dell’isola privata più costosa del mondo.

Se invece spingiamo il nostro sguardo a sinistra, comparirà un piccolo isolotto, decisamente meno appariscente, ma che nasconde una storia misteriosa. Il suo nome, s’Illa Murrada, si deve proprio a un misterioso muro che fu ritrovato e del quale non si sa assolutamente nulla. Murrada significa infatti fortificata. Pare sia opera dei fenici, ma vi furono ritrovati anche resti di ceramica araba. Alcune ipotesi parlano di un avamposto di difesa di un piccolo insediamento antico, altri che fosse più semplicemente un recinto per bestiame. Un ultimo mistero invece fu il ritrovamento, nel mare sottostante l’isola, di 3 lingotti di piombo di forma ellittica, che ora sono nelle mani del Museo Archeologico.

Tratto dal libro di Gian Luca Marino Ibiza misteriosa con le storie di Davide Traversa Undici Edizioni

Fotografie di Gian Luca Marino

Pubblicato da Passeggiate nel Mistero - Gian Luca Marino

Gian Luca Marino scrittore e reporter del mistero

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