Diario coronavirus /21

La fase 2. Negli ultimi giorni, sui giornali, in televisione, non si parla di altro. Voci contrastanti. Andremo al mare? Torneremo a mangiare nei ristoranti? Come saranno i viaggi? Al momento non ci sono certezze.

Ecco la prima pagina di oggi.

Stamattina sono andato a fare la spesa a pochi metri da casa e passando vicino al market, su un muro ho notato questo graffito.

Mi è piaciuto. Sulla banda del copricapo l’autore, a me ignoto, ha scritto: “forza”.

Oggi sui Social giravano avrei simulazioni di come potrà essere la vita futura che secondo la stime dovrebbe iniziare a maggio.

A me piace cenare al ristorante, adoro trascorrere in un locale il pranzo della domenica.

Ma come sarebbe, mi chiedo, andare a pranzo e a cena in un luogo dove il personale deve indossare le mascherine e tenere le giuste distanze?

Al ristorante un fattore fondamentale secondo me è la prossimità. Io mi voglio sentire vicino, in sintonia con il cibo e con chi me lo prepara e me lo porta al tavolo.

Sarà ancora possibile nell’immediato futuro?

Ricordo con nostalgia le mie frequentazioni nei ristoranti, nelle pizzerie.

Ho un debole per i locali dall’aria vintage, dove i muri sono impregnati di odori, di serate, del vociare dei clienti.

Non sopporto i locali asettici, adoro il vissuto che va di pari passo con quello che mi servono nel piatto.

C’è un posto in Monferrato dove mi piace andare. Quel locale è fermo in un lasso di tempo che va dagli anni Sessanta agli anni Ottanta. Si mangiano sempre le solite cose, una garanzia, una sicurezza. Mentre sono lì mi sembra di vedere tutti gli avventori che sono stati tra quei tavoli in quel periodo di tempo. Sento le loro parole, percepisco profumi e aromi ormai passati che si ripropongono via via che i miei piatti vengono serviti.

Per quanto riguarda i viaggi non lo so. 

Vorrei fare come Tiziano Terziani nell’anno in cui, per la predizione di un indovino, non si è spostato in aereo ma solo a piedi, in autobus, macchina e nave.

Ultimamente, non so perché, quando prendo l’aereo ho forti crisi di claustrofobia. 

Quindi mi sono ripromesso che quando si potrà viaggiare lo farò con altri mezzi che non siano l’aereo.

Tutti gli anni in agosto raggiungo la Sicilia in auto.

Un viaggio massacrante di diciotto ore.

Un viaggio epico e affascinante nel quale attraverso l’Italia na Nord a Sud partendo di giorno e arrivando la notte.

Mentre scrivevo questa parole mi arrivata una mail di Easyjet che mi informa che imbarcare il bagaglio costa solo 1 euro.

Mi dispiace, ma coronavirus o meno, per un po’ non viaggerò in aereo.

Pubblicato da Passeggiate nel Mistero - Gian Luca Marino

Gian Luca Marino scrittore e reporter del mistero

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