Diariocoronavirus /20

C’è il vento stasera. Un’aria che sembra spazzare via i fotogrammi di una Pasqua calda e immobile come una serata d’agosto.

Pasquetta fatta di amaca sul terrazzo e cortile. Telefonate messaggi.

Stamattina ho fatto pochi passi fuori con il cane.

Di nuovo il silenzio. Ho scritto quindi al Maestro Carlo Olmo per condividere il mio pensiero:

Caro Maestro, il silenzio. La prima sensazione che mi ha colpito sin dall’inizio di questi giorni è stato proprio questo importante elemento, rotto solo dalle sirene delle ambulanze che equivalevano a urla di dolore. 

Il vecchio mondo, ante covid19, si basava sul rumore. Un suono di sottofondo a volte chiassoso, altre impercettibile ma sempre fastidioso, almeno per me. 

Adesso questa cacofonia si è ridimensionata e sento distinto il canto degli uccelli.

Io penso che noi occidentali abbiamo timore del silenzio, lo associamo al vuoto, alla mancanza.

Esso invece ci insegna grandi cose, ci fa riappropriare di una nostra matrice persa.

Ecco, torna la domanda che le porsi giorni fa “che cosa ci sta insegnando?”

Il silenzio mi ha accompagnato per tutto il giorno. Sotto il caldo sole del primo pomeriggio quando mi sono assopito in cortile. Verso sera quando il silenzio si è arricchito del movimento del vento.

Io il vento lo amo: è energia, carezza, non so da dove arriva, dove andrà a finire. Il vento non lo puoi afferrare. Non si fa fotografare. Si conosce solo attraverso i suoi effetti. Elimina ogni rumore, anche quello del silenzio.

Stasera il Maestro tramite un video su Facebook mi ha risposto.

Le sue parole hanno su di me il potere del vento.

Ecco i passaggi che più mi hanno colpito delle parole del Maestro:

Dal mio osservatorio di tutto ciò che sto vivendo in questo periodo c’è sicuramente anche il silenzio e proprio li in questa creatura il lupo bianco.

A febbraio io ero nel tempio della nostra accademia quando iniziavano a manifestarsi gli effetti nefasti di questa pandemia e pregavo, recitavo il mio mantra, il Padre Nostro in aramaico e di fianco a me sul riflesso del vetro di un monaco antico, è comparsa quale alchimia interiore questa figura sciamanica, totemica, spirituale  del lupo bianco che mi guardava e accompagnava il mio canto con il suo silenzio.

Questo silenzio fa da contraltare al clamore del vivere quotidiano, alle urla, ai lamenti, alla paura che si manifesta attraverso il tremore, agli sguardi persi.

Tutto è bilanciato da un grande silenzio che non è il vuoto assoluto

è il silenzio prima della nota, il silenzio fra una parola e l’altra che aspetta il senso della frase, il silenzio tra una carezza e un bacio prima dell’amore che si manifesta, è il silenzio fra la malattia e la guarigione, quando a nutrirci  non deve essere solo la fiducia nella scienza ma la speranza viva del cuore della nostra luce.

Una luce che si accende di persona in persona, attraverso il silenzio si manifesta il coraggio, ognuno si agguida nel silenzio della propria voce d’amore.

Vinciamo noi non abbiamo paura.

Grazie maestro.

Pubblicato da Passeggiate nel Mistero - Gian Luca Marino

Gian Luca Marino scrittore e reporter del mistero

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