Diario coronavirus /19

Oggi è Pasqua. A casa, al sicuro da un mondo che sembra non volerci più. Pranzo di pesce. Pastiera.

Ho letto molto e dopo pranzo mi sono anche addormentato.

Mi sono crogiolato ancora di più nel dolce far niente. Ritmi rilassati. 

Tanti messaggi e telefonate.

Ecco la prima pagina di oggi

Il periodo della Pasqua coincide con quello dell’arrivo della primavera, stagione di rinascita, di fioritura, di uscita dal freddo e dal torpore dell’inverno.

La festa ha antichissime origini ebraiche. 

La Pesach, Pasqua ebraica, celebra la liberazione degli Ebrei dall’Egitto ad opera di Mosè. Il termine in lingua ebraica significa “passare oltre”. Esso trae la sua origine dal racconto della decima piaga (Esodo, 12,21-34) nella quale il Signore vide il sangue dell’agnello sulle porte delle case di Israele e “passò oltre”, colpendo solo i primogeniti maschi degli egiziani, compreso il figlio del faraone. La Pesach indica quindi la liberazione di Israele dalla schiavitù sotto gli egiziani e l’inizio di una nuova libertà con Dio verso la terra promessa.

Per quanto riguarda il mondo cristiano, la Pasqua è la solennità che celebra la risurrezione di Gesù, con l’instaurazione della Nuova alleanza e l’avvento del Regno di Dio.

Le sacre Scritture hanno un ruolo centrale negli eventi pasquali: Gesù, secondo quanto è stato tramandato nei Vangeli, è morto in croce nel venerdì precedente la festa ebraica, che quell’anno cadeva di sabato, ed è risorto il giorno successivo, in seguito chiamato Domenica. Inoltre, questo evento venne visto dai primi cristiani come la realizzazione di quanto era stato profetizzato sul Messia.

La Passione racchiude tutto il mistero cristiano: Cristo morendo sulla croce si è immolato per l’uomo, liberandolo dal peccato originale; la risurrezione ha vinto sulla morte, mostrando all’uomo il proprio destino, cioè la risurrezione nel giorno finale, ma anche il risveglio alla vera vita.

Molti storici e studiosi affermano che la Pasqua era in origine una festa pagana anche se non c’è una visione univoca nel determinare da quale tradizione pagana questa festa sia emersa.

Secondo il New Unger’s Bible Dictionary: “La parola Easter (Pasqua in inglese) è di origine sassone, deriva da Eastra, il nome della dea della primavera, in onore della quale venivano offerti sacrifici intorno alla data della Pasqua di ogni anno. Nel VIII secolo gli anglosassoni hanno adottato questo termine per designare la celebrazione della risurrezione di Cristo.

Secondo altri studiosi la storia delle origini di Pasqua deriva dalla leggenda sumera di Damuzi (Tammuz) e sua moglie Inanna (Ishtar) ossia da un mito epico chiamato La discesa di Inanna che si trova inciso su tavolette cuneiformi d’argilla risalenti al 2100 a.C. 

Una versione simile è quella che vede nella Pasqua una festa di Eostre, dea della primavera con il suo spirito di rinnovamento. 

Molti studiosi concordano che Easter derivi da Eostre, antica parola che significa primavera.

I simboli della Pasqua sono davvero numerosi come le tradizioni in tutte le regioni d’Italia. Due dei però sembrano non manchino mai in ogni casa a Pasqua: le uova al cioccolato e la colomba.

Per gli antichi le uova simboleggiavano la vita. Pare che la consuetudine di portare uova in dono risalga agli antichi Persiani. La tradizione si sarebbe quindi diffusa in Egitto e in Grecia, mentre i primi esemplari decorati risalirebbero all’antica Cina. Nei paesi nordici l’uovo era legato al significato del Cosmo: l’alimento rappresentava la continua rinascita del ciclo di vita, quindi lo si celebrava con forte sacralità. Non a caso, molte uova in terracotta da sempre si rilevano in sepolcri dalla storia antichissima.

Sembra sia stato nel Medioevo che il dono delle uova decorate cominciò ad affermarsi come tradizione pasquale.  In Germania e nei paesi scandinavi, si diffuse l’abitudine di regale uova colorate la domenica di Pasqua. E proprio in Scandinavia, l’alimento ha assunto un valore anche svincolato dalla religione: la pratica trovò i favori anche da altri culti pagani, come simbolo del ritorno della primavera. Sempre nel Medioevo, l’uovo pasquale divenne anche un oggetto di lusso.

L’ usanza dell’uovo completamente ricoperto di cioccolato è recente. Sulle origini del prodotto ci sono molte storie tra cui, la più conosciuta, fa risalire la nascita dell’uovo di cioccolato dalle corti di Luigi XIV, per poi estendersi in Francia e Germania già dai primi decenni dell’800. I primi esemplari sembrano non fossero vuoti come gli attuali, ma completamente ricolmi.

Nel Novecento l’uovo di cioccolato diventa un prodotto di massa con un boom a partire dal secondo Dopoguerra.

Per quanto riguarda la colomba pasquale intesa come dolce, si fa risalire la sua nascita nei primi decenni del Novecento, grazie a un’intuizione industriale rivelatasi un successo. Il tutto accade a Milano negli anni ’30 presso le strutture della ditta Motta, quando il direttore della pubblicità Dino Villani avanzò una proposta che entrò nel mito.

L’azienda, già conosciuta per i suoi famosi panettoni, decise infatti di trovare una strategia per riutilizzare macchinari e ingredienti natalizi anche nei mesi successivi. Nacque così la colomba: un dolce che sfrutta le medesime procedure di preparazione, rifinito da uno strato superficiale di mandorle.

La forma tipica si riferisce alla tradizione cristiana: la colomba ricorre frequentemente nelle scritture, sia del Vecchio che del Nuovo Testamento. Dall’Arca di Noè alla Risurrezione di Cristo, la colomba nella religione è rappresentazione dello Spirito Santo, della speranza e della salvezza ed è universalmente accettata come il simbolo di pace e prosperità.

Nel pomeriggio mentre leggevo il libro “Un indovino mi disse” di Tiziano Terzani, edito nel 1995, arrivato a pagina 189 ho avuto un sussulto:

“È ovvio che, a vedere il mondo rotolare sempre più ciecamente verso il materialismo, si rafforza in alcuni l’idea che solo qualcosa di orribile, come una pestilenza o una grande carestia, possa rimettere ordine tra le cose e ridare agli uomini il senso della vita”.

Pubblicato da Passeggiate nel Mistero - Gian Luca Marino

Gian Luca Marino scrittore e reporter del mistero

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