Santa Gertrudis

Un piccolo borgo, ben curato, caratteristico, il cui stile viene definito “hippie chic”. Un centro ricco di piccole boutique, una chiesa e il famoso Bar Costa uno tra i locali più tipici di Ibiza.

La comunità del paese è formata da artisti che si sono trasferiti qui da varie parti dell’Europa.

Questo è un copione che si ripete per la Isla.

Facciamo un passo indietro fino agli anni Trenta. A quell’epoca Ibiza è poco più di un nome sulle mappe, un’isola totalmente sconosciuta ai più, persino agli stessi spagnoli, i quali invece frequentavano soprattutto Maiorca che era il sito preferito per i viaggi di nozze degli abitanti della penisola iberica.

L’avvento del nazismo in Germania, costrinse alcuni artisti dell’epoca (molti di loro di origine ebrea) a migrare e alcuni di loro scelsero questa sperduta isola del Mediterraneo come loro terra d’esilio. Tra di loro, il più famoso e conosciuto è indubbiamente Erwin Broner. Architetto e pittore, arrivò sull’isola nel 1933 insieme al suo amico, anch’egli pittore, Manfred Henninger. Broner fu l’unico a installarsi in città. La maggior parte degli altri artisti infatti, si rifugiarono nelle campagne. Walter Benjamin inviava, sotto pseudonimo, i suoi articoli al Frankfurt Zeitung da San Antonio. Raul Haussmann, sviluppava la sua particolare attività artistica a Ibiza, prima a Benimussa e poi a San Josep. Vissero a Ibiza anche Will e Emma Faber, Paul Gauguin (nipote del famoso pittore), l’archeologo Schulter e molti altri ospiti illustri.

La Ibiza degli anni 30 si convertì in un rifugio dorato per gente colta.

Nel 1959 nacque il “Gruppo Ibiza 59”, al quale presero parte tutti gli artisti locali con il semplice scopo di condividere una certa mentalità ed esporre insieme opere d’arte.

Il Gruppo Ibiza 1959 si sciolse nel 1964. Sempre nel 1964 venne demolito il Cafè Bar Talamanca, per far spazio a un nuovo Hotel. Fu il primo passo dell’avvento dell’era turistica e la fine di quell’epoca che tanto aveva catturato l’attenzione di Broner.

Come se la sua ispirazione svanì nello stesso istante che l’incanto di Ibiza, smise di dipingere nel 1965. Sempre nello stesso anno, forte del suo sentimento di protezione verso quell’Ibiza che stava scomparendo, scrisse : “Riflessioni sul futuro di Ibiza” nel quale espresse la sua preoccupazione per le conseguenze dell’ignoranza, gli interessi materiali e una limitata capacità delle autorità di prevenire le attività di individui irresponsabili e di gruppi organizzati. 

La chiesa di santa Gertrudis risale alla fine del XVIII secolo. Inizialmente si componeva di una sola navata con volta a tutto sesto e sei cappelle, ma è stata poi ristrutturata per accogliere un maggior numero di fedeli e adesso ha una struttura a forma di “L”. Spicca il campanile in color ocra con due campane, il più grande di tutte le chiese rurali dell’isola. Il portico si apre lungo tutta la facciata principale.

Il Bar Costa, una vera e propria istituzione non solo del borgo ma di tutta Ibiza,nel 1963 fu acquistato da Vincent Roig Pi negli anni Settanta, quando il paesino iniziò ad essere frequentato da hippy e artistii. Fra fra questi il pittore cileno Andrés Monreal che offrì i suoi quadri in cambio delle consumazioni. 

Il proprietario fu d’accordo, e da qui iniziò una collaborazione anche con altri artisti.

Il locale si trasformò dunque in una sorta di galleria d’arte, le opere venivano vendute ai turisti e con i ricavi di queste vendite, venivano acquistate tele di artisti locali, fino a costituire una collezione di circa 80 opere, oggi ancora esposte sulle pareti di questo bar. 

Tratto dal libro di Gian Luca Marino Ibiza misteriosa con le storie di Davide Traversa Undici Edizioni

Fotografie di Gian Luca Marino

Pubblicato da Passeggiate nel Mistero - Gian Luca Marino

Gian Luca Marino scrittore e reporter del mistero

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