Diario coronavirus /18

Stanotte ho fatto un sogno strano, un incubo. Dopo ve lo racconto.

Oggi è il sabato prima di Pasqua, c’è l’assalto ai supermercati per accaparrarsi il cibo della festa uno dei pochi aspetti rimasti all’interno di quella che ha tutte le sembianze di un’infinita quarantena.

Ecco la prima pagina di oggi

Sabato indolente, fatto dell’ennesima attesa del nulla. Si spera ma non si hanno certezze.

eppure fuori c’è il sole, fa caldo, non accendiamo più i termosifoni e la primavera sta facendo il suo corso. Me ne accorgo non solo dalle fioriture ma anche dalla enorme quantità di api che impollinano il mio acero in giardino.

Mi avvicino a loro ma non le disturbo. Io penso che loro siano mie ospiti e viceversa. un patto di non belligeranza con la natura.

Oggi su Facebook girava il copia e incolla di questo post.

Di solito  ignoro ma questo mi è piaciuto:

10 Aprile 2020

Il prezzo della benzina è di 1,01€/L

Scuola chiusa e lezioni online.

Esami annullati. Resta la maturità con la sola prova orale online. I ragazzi di terza media devono presentare una tesina.

Le misure di distanza interpersonale sono obbligatorie e funzionano.

Nastro adesivo su pavimenti nei negozi di alimentari e in altre strutture per mantenere la distanza tra i clienti (2 m).

Numero limitato di persone all’interno dei negozi, ci sono le file alle porte. Sempre distanti. 

Sono aperti solo i negozi di prime necessità.

McDonalds è chiuso in tutto il mondo.

Parchi, sentieri, intere città ferme.

Intere stagioni sportive cancellate. Europei di calcio rinviati al 2021.

Concerti, tour, festival, eventi di intrattenimento, tutti annullati.

Matrimoni, battesimi, comunioni, cresime annullati.

Non vengono celebrati nemmeno i funerali, le bare con i caduti vengono trasportate con camion militari fuori provincia per essere cremate.

Nessuna messa, nemmeno a Pasqua. 

Oggi è venerdì santo. Nessuna processione. Non era mai successo.

Nessuna riunione di 50 persone o più, poi 20 o più, ora 2 o più.

Nessun contatto diretto se non con familiari conviventi.

I parchi giochi sono chiusi.

Mancano le mascherine e i cittadini che sanno cucire le fanno per tutti.

Distillerie, marchi di moda e altre aziende stanno cambiando le loro linee di produzione per aiutare a produrre visiere, mascherine, camici, disinfettanti in gel.

Il governo chiude i confini. Solo traffico merci o rimpatri di connazionali.

Le sanzioni pecuniarie sono inflitte per le violazioni delle regole.

Conferenze stampa quotidiane dal governo e dal RKI. Aggiornamenti quotidiani su nuovi casi, guarigione e decessi. Alle 18:30 ogni giorno.

Si può uscire per far la spesa, un solo membro del nucleo familiare e dotato di mascherina e guanti. 

I dipendenti di attività primarie ancora in servizio hanno paura di andare al lavoro.

Il personale medico ha paura di tornare a casa dalle loro famiglie.

Si tratta della pandemia globale Covid-19 proclamata nel febbraio 2020.

Siamo in lockdown dall’8 marzo. 

Oggi è il 34esimo giorno di quarantena. 

Perché sto scrivendo tutto questo?

Un giorno si presenterà tra i ricordi di FB.

Sarà un appuntamento annuale che servirà a ricordarmi che la vita è preziosa ed è fatta davvero di piccolissime cose finora scontate.

Come gli abbracci

Stasera parlavo al telefono con Michele e dicevamo che, quando ci incontravamo tutte le mattine al bar per il caffè di rito, saremmo stati più credibili asserendo che da lì a un mese si sarebbe verificata la terza guerra mondiale con le testate atomiche pronte a scendere in campo. 

Chi la avrebbe mai immaginata questa situazione?

All’inizio del post vi ho scritto che stanotte ho fatto un incubo che mi è rimasto impresso.

Ve lo racconto:

Ho sognato che mi avevano condannato a morte e mi stavano portando sulla sedia dove sarebbe avvenuta l’esecuzione.

Una guardia mi ha preso per un braccio, ho visto una porta, mi sono liberato dalla presa e ho iniziato a scappare.

Una fuga rocambolesca.

Correvo per i campi velocissimo senza avere il fiato e e sentire la fatica.

Sono entrato in una centrale elettrica ma sono subito uscito perché pensavo di rimanere fulminato.

Mi sono trovato per la strada periferica di una città e mi sono fermato a un distributore automatico per bere e mangiare una cosa che sembrava un hot dog. 

Mentre mangiavo si è avvicinata una macchina della polizia con quattro uomini in uniforme dentro e una donna che mi guardava.

Uno dei poliziotti è sceso e si è messo ad inseguirmi.

Ho ripreso la corsa su una strada in salita in un bosco fino ad arrivare ad una parete verticale dalla quale si entrava in un tunnel strettissimo. Non riuscivo più ad andare avanti.

Nel frattempo il poliziotto stava parlando al telefono e ho avuto tutto il tempo per scappare verso un canale asciutto.

Qui ho trovato dei tronchi su una ferrovia.

Mi sono buttato sopra e i tronchi velocissimo mi hanno portato lungo un percorso sulle rotaie che faceva una enorme curva in mezzo a campi brulli.

Andavo velocissimo fino a quando di fronte a me ho visto una piccola stazione dove sapevo che mi sarei fermato.

Sono sceso e li sembrava che nessuno mi conoscesse tanto che volevo anche andare al bar per bere.

Mi sono svegliato.

Non ricordò quasi mai i sogni ma questo mi è rimasto impresso.

Era pauroso, angosciante ma anche divertente.

Mi piacerebbe conoscerne il significato 

Pubblicato da Passeggiate nel Mistero - Gian Luca Marino

Gian Luca Marino scrittore e reporter del mistero

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