Piazza Statuto – Passeggiate nel Mistero a Torino

In un remoto passato la parte di Torino dove sorge ora piazza Statuto era considerata la più infausta per due ragioni: era ubicata ad ovest dove tramonta il sole. Tutta la zona era una vastissima necropoli.

Già dall’epoca romana questa parte occidentale della città dove per prime iniziano le tenebre, fu considerata una zona maledetta. Per questo motivo, fuori dalla Porta Segusina, più precisamente verso il pendio che attualmente porta a confluire con corso Regina Margherita, venivano crocefissi i condannati e tumulati i defunti. La zona fu nominata a vallis occisorum ( da cui il nome corso Valdocco);  qui esisteva una vasta necropoli che comprendeva l’attuale area tra corso Francia fino a via Cibrario e corso Principe Eugenio.
La piazza fu poi una delle sedi della beatissima, ovvero della ghigliottina. Nel 1864 l’area fu uno teatri dei sanguinosi scontri in occasione dei tumulti per il trasferimento della capitale. (anche se gli scontri più duri e più ampiamente ricordati dalle cronache si verificarono in piazza San Carlo).

L’oggetto principale del presunto corpus malefico di piazza Statuto si identifica nel famoso monumento al Traforo del Frejus eretto nel 1879 ed opera del conte Marcello Panissera di Veglio. Il monumento è formato da una struttura piramidale edificata con grosse pietre che provengono direttamente dal monte Frejus ed è sormontato da un genio alato sotto al quale si trovano le figure dei Titani. L’intenzione fu quella di creare un’allegoria del trionfo della ragione sulla forza bruta e ricordare le persone morte durante i lavori di scavo del traforo.

Ma per gli esoteristi il monumento assume una connotazione ben diversa. La figura del genio alato viene infatti interpretato come la figura di un angelo. Ma non un angelo qualsiasi, quello più temuto: Lucifero. Nel monumento esso è rappresentato con le mani rivolte verso il basso come se stesso respingendo le sottostanti anime dei dannati.

Sulla testa dell’angelo spiccava una stella a cinque punte che a livello simbolico rappresenta il microcosmo e il macrocosmo con i cinque vertici che rappresentano i cinque elementi metafisici: acqua, fuoco, terra, aria e spirito.

La stella scomparve  nel mese di settembre del 2013. 

L’aura nefasta di piazza Statuto, a torto o a ragione, fu amplificata soprattutto fatti rilevanti di cronaca nera. Nel 1983 a Torino si decise di organizzare un carnevale il cui tema principale era il diavolo e ciò avvenne tra molte polemiche. Ma fin qui nulla di strano se non la scelta di un tema che poteva essere opinabile.

Il 13 febbraio divampò un terribile incendio al cinema Statuto posto nella vicina via Cibrario. Un fatto che balzò all’onore delle cronache per il forte impatto emotivo che ebbe. Le vittime furono 64: 31 uomini, 31 donne, 2 bambini. Il film che veniva proiettato si intitolava “La capra” uno degli animali collegati alla figura e ai rituali diabolici.

Dietro al monumento del Frejus si incontra una piazzetta nel cui centro si trova un piccolo obelisco alla cui base è posto un tombino che si dice permetta l’accesso diretto all’inferno.

Al centro della piazza, sotto l’aiuola centrale presso il monumento del Frejus, vi è l’accesso che conduce al sistema fognario che qui ha il suo snodo principale. Questo fatto ha dato adito a numerose leggende tra le quali quella che vorrebbe qui l’ingresso per raggiungere Le mitiche Grotte (o grotta) alchemiche che, secondo molte fonti, si troverebbero proprio in piazza Castello.

A proposito della piazza scrisse il Torricella “Piazza dello Statuto fu così chiamata per perpetuare la memoria di quella legge che stabilisce le basi di tutte le libertà costituzionali elargita ai suoi sudditi da Carlo Alberto il 4 marzo 1848”.

La piazza venne aperta nel 1864 da una società di capitalisti inglesi in accordo con l’amministrazione comunale. L’intervento inglese fece sì che durante la Seconda guerra mondiale, dopo i primi bombardamenti, circolasse una strana voce secondo cui la piazza non sarebbe mai stata colpita dai bombardamenti. Una leggenda metropolitana perché ci si accorse poi di come la piazza fu vulnerabile ai bombardieri inglesi come ogni altro quartiere.

Il monumento del Frejus non è il solo degno di interesse nella piazza. Al centro di un giardinetto rotondo, in direzione di via Cibrario, è infatti ubicato l’obelisco Beccaria che vuole ricordare i lavori effettuati tra il 1760 e il 1774 dal fisico e geodeta Giovanni Battista Beccaria lo studioso piemontese che riuscì a misurare la lunghezza di arco meridiano del Piemonte. Quando Beccaria scelse il suo famoso meridiano a Andrate a Mondovì, misurò la lunghezza del percorso da Torino a Rivoli e ne fissò gli estremi con due pietre, due pezzi di marmo, infissi nel terreno presso le due città. Col passare degli anni si perse ogni traccia delle due pietre. Nel 1808, in piena occupazione francese, il generale Sanson fece cercare quelle pietre dando l’incarico all’ingegner Lasseret. Alla fine le pietre vennero ritrovate e sorse l’idea di edificare su ciascuna di esse un piccolo monumento, una stele. Quella di Torino venne inaugurata il 7 dicembre 1808 in piazza Statuto, dove inizia corso Francia.

Pubblicato da Passeggiate nel Mistero - Gian Luca Marino

Gian Luca Marino scrittore e reporter del mistero

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