Sant Antoni e Punta Galera

A Sant Antoni sono sempre stato di passaggio, Punta Galera l’ho osservata da un promontorio e ho vissuto un’esperienza intensa e profonda semplicemente contemplando il mare…

L’origine di Sant Antoni di Portmany risale alla preistoria. Chiamato Portus Magnus dai Romani e Portumany dagli Arabi, Sant Antoni diventa un vero e proprio nucleo urbano dopo la Reconquista del re Jaume I. Nel XIV secolo si costruì la chiesa di Sant Antoni e nei suoi dintorni, il nucleo primitivo della città. La fortificazione di questa chiesa e delle abitazioni risale al XVI secolo e serviva a respingere l’attacco dei pirati e dei corsari, che proprio in quel periodo assediavano l’isola. La posizione di questa città era strategica al centro del Mediterraneo. Per renderla più sicura si costruì, nel secolo XVII, una cintura di torrioni che costeggiavano tutto il perimetro insulare. 

San Antonio è famosa per la vita notturna e per il Cafe del Mar il cui genere musicale viene ascoltato in tutto il mondo.

Il Cafè del Mar ha una lunga storia: progettato nel 1980 dall’architetto catalano Luis Guell, si trova su una roccia erosa dal vento e dal mare, giusto a quaranta metri dal mare, con una vista spettacolare sulla baia.

Sulla terrazza del Cafe si svolge il rito della “Puesta del Sol”, l’attesa del tramonto ascoltando musica  chillout. Quando il sole è tramontato si scatena un grande applauso. Al successo del Cafè del Mar ha contribuito Sandy Marton che nel suo famosissimo album People from Ibiza scrisse una canzone intitolata appunto Cafè del Mar.

Ibiza ottobre 2017. Dopo aver attraversato Sant Antoni arrivo a destinazione seguendo un cartello sulla strada che mi porta a vedere Punta Galera da una posizione sopraelevata.

Quel mattino volevo arrivare sulla scogliera di Punta Galera e non ci sono riuscito. Giungevo da Sant Antonio dove poco prima avevo scattato qualche immagine sul lungomare osservando le nuvole e le persone che passeggiavano sulla spiaggia.

Poi ripreso lo scooter, mi ero diretto verso l’uscita della cittadina dove avevo notato un’indicazione che recava la scritta ben evidente “Punta Galera”.

Mi sembrava tutto troppo facile perché mi era stato riferito che la strada per arrivare sulla scogliera di Punta Galera non era semplice da raggiungere; ma Ibiza mi conduce sempre verso quello che vuole farmi vedere e non verso quello che vorrei vedere.

Questa è una sensazione che ho vissuto più volte: la Isla mi guida e mi fa scoprire punti di vista diversi, non importa se ho fatto progetti e programmi perché Lei me li stravolge ogni volta.

E quel giorno doveva essere così.

Seguendo l’indicazione ho imboccato una stradina che a un certo punto è diventata sterrata e in lieve pendenza.

Mi sono ritrovato su un sentiero che terminava su una scogliera a picco sul mare, a sinistra una casa intonacata di bianco, a destra la vegetazione.

Avevo sentito molto parlare di Punta Galera. Mi avevano riferito di un’atmosfera speciale con hippie, nudisti, praticanti di yoga, artisti, suonatori, strani messaggi e disegni lasciati sulle rocce, una statua in metallo del Buddha venerata da persone che depositavano omaggi; un popolo variegato, una specie di isola, metaforicamente parlando, nell’isola.

E poi mi avevano raccontato di un hippie malato che aveva deciso di utilizzare una grotta nella scogliera di Punta Galera come sua abitazione.

Effettivamente nascosta tra quelle rocce che guardano sul mare c’è una piccola grotta dove vive un hippie chiamato “nudo”.

Non sono riuscito a trovare il sentiero per scendere ma dal punto di osservazione che Ibiza aveva scelto per me quel giorno, ho sentito qualcosa di molto speciale, che non avevo mai percepito fino a quel momento.

Io non sono un grande amante del mare, mi piace certo, ma non lo cerco.

In fondo a quella strada mi sono avvicinato al punto panoramico e mi sono incantato davanti allo spettacolo naturale del mare, del cielo, delle scogliere e dei colori.

Osservavo Punta Galera dall’alto, da distante.

Ad un certo punto, mentre mi concentravo sulla massa di acqua marina davanti a me, sono stato pervaso da una sensazione incredibile: era come se il mare mi fosse entrato dentro, avesse inondato tutto il mio corpo e il mio spirito; sentivo e vivevo il moto ondoso dentro di me in perfetta armonia; era come se potessi contenere al mio interno la massa dell’elemento acqua, avevo la netta sensazione di essere parte del mare.

Mi sono sentito felice, sereno, in pace e in equilibrio con il mondo.

Una sensazione brevissima ma che è durata un’eternità.

Forse, quel giorno, ho percepito un frammento dello spirito di Ibiza.

Tratto dal libro di Gian Luca Marino Ibiza misteriosa con le storie di Davide Traversa Undici Edizioni

Fotografie di Gian Luca Marino

Pubblicato da Passeggiate nel Mistero - Gian Luca Marino

Gian Luca Marino scrittore e reporter del mistero

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