Diario coronavirus /14

Martedì, uno dei tanti ma non come gli altri. Oggi c’era nell’aria una sorta di piattume, anche nei titoli dei giornali. L’unico elemento a contrastare questa situazione di stallo è stato il primo vero tepore primaverile…

Ecco la prima pagina di oggi

Per il resto degna di nota è stata la carbonara che ho cucinato a pranzo con un uovo in più rispetto a quello che si dovrebbe usare in base al numero di commensali, perché a me piace così, in più con abbondante pepe.

Nel pomeriggio ho scritto, ho continuato la mia lettura del libro di Terzani.

Mi accorgo che quando sono intento a scrivere mi immergo totalmente in un’altra dimensione, nel mio mondo fatto di visioni.

Mi sono poi dedicato all’archivio digitale fotografico.

Ho scovato alcune immagini scattate a Castiglione di Sicilia nell’agosto del 2017 quando, in un tardo pomeriggio, sono salito sulla parte più alta del paese alla ricerca di nuove prospettive.

Guardando le foto mi sono accorto di come la luce cambiava. Dura all’inizio della passeggiata, più morbida verso la fine quando il sole iniziava a calare.

Una fotografia ha attirato più di tutte la mia curiosità.

Vedete quel piccolo balcone che compare sulla sinistra?

Ecco, quel pomeriggio mi ero fissato su quel particolare.

Sono viaggi mentali grotteschi che mi capita sovente di fare.

Immaginavo di abitare in quella casa e di non potermi muovere da lì dentro.

Curiosa l’analogia con lo stato di questi giorni di quarantena.

Poi pensavo che su quel minuscolo balcone a strapiombo sul paese ci avrei messo un tavolo e avrei mangiato lì a pranzo e a cena osservando, semplicemente facendo lo spettatore. 

Più riguardo la fotografia e più quel terrazzino mi fa paura. È lì sospeso nel vuoto, dovrebbe reggere il peso ma potrebbe cadere da un momento all’altro e non si conosce il preciso istante in cui il crollo può avvenire. 

Perché il costruttore ha sentito l’esigenza di quello sfogo esterno laddove poteva starci benissimo un muro pieno senza nessuna apertura?

Qualcuno si è mai affacciato o ha mai apparecchiato una tavola su quel balcone?

Alcune persone mi hanno raccontato che tra quelle case antiche nella parte più storica del borgo ci siano gli spiriti. Molti di loro sono cattivi e spaventano gli inquilini. Altri addirittura li picchiano. 

Non lo so ma camminando la notte qualcosa io ho avvertito. Non sono state presenze maligne ma, almeno non le ho percepite come tali, ma sentivo che a loro piaceva raccontare storie.

Solo una volta ho avuto un momento di inquietudine. 

Di sera, verso fine agosto di un anno che non ricordo di preciso, ero a passeggio tra quelle case. Ce n’era uno aperta, diroccata. Sono entrato dentro e non ho resistito un minuto. Ho avvertito una sorta di disagio, di inquietudine. Sono scappato via. Quel luogo non mi voleva.

A proposito di fotografie, è un periodo che vorrei prendere la macchina fotografica in mano e rimettermi a fotografare in casa, nel cortile.

Non so perché ma per ora non ci riesco.

Pubblicato da Passeggiate nel Mistero - Gian Luca Marino

Gian Luca Marino scrittore e reporter del mistero

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