La massaia che parlava con gli extraterrestri – Passeggiate nel Mistero a Torino

A Torino una tipica massaia torinese, dall’aspetto mite, dai modi riservati, Germana Grosso, parlava dentro alle mura di casa sua con gli extratterestri, almeno era quello che lei sosteneva. Potrebbe essere liquidata come la solita storia da visionari se non fosse per una implicazione indiretta con l’omicidio del presidente Kennedy.

La vicenda fece muovere da Milano niente meno che Dino Buzzati firma del Corriere della Sera.

Scrive di lei Renzo Rossotti:”Gli occhi dolci, la voce pacata, tipica casalinga torinese,  Germana Grosso, quasi quarantenne quando esplose la storia che la vede protagonista. È l’estate del 1962. racconta di non avere mai letto un libro di fantascienza, non si interessa di spiritismo, assicura di non essere una medium, e sta per conquistare un posto di rilievo in quotidiani e rotocalchi. Con naturalezza dice sorridendo: sono i piloti dei dischi volanti che si sono messi in contatto con me. Quando le creature che vivono nel cosmo vogliono parlarle, telepaticamente, lei si pone al tavolino e scrive a macchina i loro messaggi. 

Si può dire, spiega la signora, che sono sempre in contatto con loro, in qualsiasi momento e quando ridicono di scrivere io scrivo, anche se il senso di ciò che mi viene dettato qualche volta mi può anche sembrare oscuro”.

La storia iniziò il 4 gennaio del 1957. Quel giorno la signora sentì la voce di uno spirito che si presentava con il nome di Guicciardo, vissuto in Umbria e morto durante le Crociate. 

All’inizio di aprile del 1960, Germana venne in contatto telepaticamente con Ithacar, alto, atletico, biondo. La comunicazione tra la casalinga e le entità si arricchì di messaggi che si riferivano ad eventi accaduti pochi giorni prima. 

La questione si fece più interessante quando Ithacar inviò a Germana un messaggio in cui le diceva che era in corso un complotto ai danni del presidente Kennedy.

La signora rimase sconvolta da questo messaggio tanto da insistere presso il consolato americano. Alla fine un funzionario, forse per liberarsi da quella scocciatura, inviò a Washington la missiva con il messaggio. Mancavano quasi quattro mesi all’attentato Kennedy che, come tutti sappiamo, avvenne realmente. 

Ovviamente giornali e agenzie di stampa si occuparono con interesse e curiosità del caso di Germana Grosso che, incalzata dalle domande dei cronisti, ribadiva:”Ho detto quanto loro mi hanno comunicato, tutto qui. Se il messaggio fosse stato preso in seria considerazione, quasi di certo Kennedy sarebbe ancora vivo”.

Invece dalla Casa Bianca le avevano risposto semplicemente ringraziandola, rassicurandola e inviandole una foto del presidente. 

La stampa estera racconta l’incredibile vicenda. Da Milano arrivò Dino Buzzati che intervistò la signora per il Corriere della Sera e l’articolo fu pubblicato a sette colonne con il titolo “La signora che è stata sulla luna” perché, durante l’intervista era emerso che Germana, con il suo corpo astrale, era volata fin sul nostro satellite.

Ecco l’articolo di Buzzati.

“La signora ch’è stata sulla luna

Torino, settembre 1965

Quasi ogni giorno il comandante in seconda della flotta spaziale di Marte, trasferito da circa un anno nel pianeta Masar, di nome Ithacar, scende a Torino ed entra, con le sue “onde-pensiero”, in un appartamento al primo piano di corso Vittorio Emanuele 204. Abita qui, con la mamma Emilia e la figlia Milli, studentessa al liceo scientifico, la signora Germana Grosso, una gentile e mite creatura, esemplare, si direbbe, della buona borghesia, lontana da ogni eccentricità e coi piedi ben piantati sulla terra.

Eppure, come entrano in casa le onde-pensiero di Ithacar, la signora Germana si mette alla macchina da scrivere e batte velocemente ciò che le detta l’amico extraterrestre. La signora Germana non è una medium, non cade in trance, anche nel corso di queste comunicazioni telepatiche è sempre presente a se stessa, risponde se la chiamano, corre di là se il telefono suona.

“Cara amica” le comunicava per esempio Ithacar qualche giorno fa “sono in viaggio su un’astronave diretta verso Venere. Siamo in duemila a bordo, con donne e uomini misti, di altri pianeti; andiamo per una importante comunicazione, poi verremo sulla Terra, portando altri. Ora vengo a dirti che i disastri provocati dal maltempo sono appena l’inizio di cose molto più serie; in quanto le atomiche che si vorrà far scoppiare porteranno squilibri tali che non avrete più stagioni delineate come prima. L’asse della Terra è già spostato. È un segno. Noi siamo in allarme per voi tutti. Abbiamo preparato un piano di emergenza, e quando dovessimo venire lo faremo per salvarvi dal peggio….”.

La signora Germana mi fa accomodare in salotto. Siedo dinanzi a una serie di piccoli quadri, dipinti dalla stessa signora, nello stile degli antichi egizi. Alle mie spalle invece sono altri suoi quadri constrani viluppi vegetali. Avendone io lodato uno, vivace formicolio di ricciuti arabeschi, la signora Germana va a prendere un altro dipinto: “Questi sono dei fiori di Marte. Li ho fatti su ispirazione di Ithacar. Si chiamano sherindene “.

Le straordinarie esperienze della signora Grosso ebbero inizio nel ’57. Si presentò a lei, in forma telepatica, uno spirito-guida di nome Guicciardo, da Siena, vissuto “all’epoca delle crociate”.Guicciardo cominciò a trasmetterle dei messaggi in rima. La signora Germana stava uscendo da un periodo assai travagliato e questa inattesa amicizia le fu di conforto a tante sofferenze. Non si domandò il perché del fenomeno. Tutto le risultò naturalissimo. E le parvero “sensazioni meravigliose”.

Dopo Guicciardo, si presentò uno spirito più evoluto, Chadrj, maestro tibetano, “signore dei venti”. Le disse: “Come senti la mia voce prendi la matita e scrivi”. Chadrj le rivelava i segreti della pura conoscenza che avrebbe potuto portare alla “sublimazione assoluta”. Di giorno in giorno la signora Germana ritrovava un “nuovo senso alla sua vita”.

Il 26 agosto 1958 il maestro tibetano le annunciò che, essendo lei ormai abbastanza iniziata, le sarebbero giunti messaggi da altri pianeti. Ed ecco entrare in scena Ithacar.

La signora Germana mi racconta tutto questo con estrema tranquillità e letizia, come se mi dicesse che sua figlia ha preso sette in matematica o è partita per le vacanze. Niente di spiritato, di eccitato, di invasato.Da allora Ithacar le è stato sempre fedele. Oramai i suoi messaggi ammontano a un centinaio.Uno di questi fece parlare i giornali a suo tempo. Era un monito rivolto, tramite la signora Germana, al presidente Kennedy in data 17 luglio 1963. Tra l’altro diceva testualmente: “È certo che elementi sbarcati in USA, tendono a formare un nucleo di azione terrorista e a creare un “settore speciale” di infiltrazione e di sabotaggi. Ti prego vivamente di badare alla tua vita. E sii molto prudente a non esporti eccessivamente quando andrai in mezzo alle persone. Sii prudentissimo.Aumenta le guardie intorno a te perché mirano giusto”.

Appena ricevuto il messaggio, la signora Germana ne fece copia e la mandò alla Casa Bianca.In risposta ricevette uno dei consueti formulari in cui la segreteria del presidente, ringraziando per l’interessamento, escludeva di poter prendere in considerazione eccetera eccetera.Naturalmente, come Kennedy fu ucciso in novembre, Ithacar si fece vivo rammaricandosi che il suo avvertimento non fosse stato preso in considerazione ed avvertendo che il vero assassino non era Oswald bensì un certo Jacob Fulthon Ills, di 37 anni, losco figuro della malavita al soldo dei comunisti cinesi.

Ma a quanto pare, fino ad oggi almeno, di questo Fulthon Ills la polizia americana ignora l’esistenza. La raccomandazione fatta a Kennedy quattro mesi prima dell’attentato, per quanto facile e vaga, fu, per la signora Germana, la prova provata che Ithacar esisteva realmente- Ormai la sua vita si svolgeva su due piani: il primo, banale e monotono, a Torino con il tran tran dei piccoli eventi familiari; l’altro, sovraumano, negli spazi siderali, con la rivelazione continua dei meravigliosi segreti, ignoti anche ai sommi scienziati della Terra. Domando alla madre: “E lei ci crede?”. Risponde: “Naturalmente che ci credo”. Domando alla figlia: “E lei ci crede?” . Risponde: “E come no?”.

Ma che tipi sono questi marziani? Hanno una dimensione spirituale molto più evoluta della nostra, mi risponde la signora Germana, il loro corpo è fatta di materia meno densa, la loro vita è più lunga, può arrivare sino ai 120 anni. Di funerali, lassù, esistono due tipi: o la salma, messa in un disco volante, viene spedita in un dato punto dello spazio ove rimarrà eternamente, oppure viene disintegrata con speciali apparecchi. I marziani sono padroni della “quinta dimensione” per mezzo della quale possono attraversare la materia.

Altre sensazionali comunicazioni di Ithacar: interrogato circa le fotografie trasmesse dalla sonda spaziale americana “Mariner” che ci ha fatto vedere soltanto un’arida pianura costellata di crateri, Ithacar ha risposto: “E’ la solita impresa fatta a scopo scientifico o pseudoscientifico per annullare nell’opinione pubblica l’idea della nostra esistenza. Le foto scattate sono semplicemente il mezzo visivo per tale politica… Hanno paura di parlare chiaro! Dopodichè arriveranno avvistamenti di astronavi e di dischi a migliaia. Su tutta la terra vi saranno uomini che ci vedranno. Questa è la nostra risposta di detentori del monopolio del silenzio.”

“Non è vero” ha detto Ithacar “che sulla Luna si sia schiantata una speciale navicella russa senza nessuno a bordo. Ho informazioni precise che vi erano due uomini a bordo, con relativi apparecchi per poter ripartire sulla Luna, qualora la missione fosse riuscita. Gli uomini hanno però avuto modo di essere recuperati e sono in cura presso scienziati, sulla stessa Luna, in un settore speciale, sotto il suolo.”

Ithacar è decisamente filoamericano, sempre pronto a sottolineare le perfide macchinazioni del mondo comunista e gli insuccessi sovietici. Egli accenna a un’altra navicella russa con due uomini a bordo che i marziani non sono riusciti a salvare: ” E così continuano a girare intorno al cosmo. Bella roba questi russi!…. Si voleva tentare un avvicinamento forzato con un disco nostro speciale, ma quando l’abbiamo attuato i due uomini erano già morti purtroppo.

I russi tengono sempre segreti i loro esperimenti e sacrificano volentieri le vite umane; tanto, dicono, ne abbiamo molti di volontari della morte ! “.

Non basta: Ithacar ha rivelato che la prima creatura umana comparve 500miliardi di anni fa sul pianeta Moisiems del quarto Sistema Solare. Di lassù l’uomo venne portato sulla Terra da una altro pianeta diventato inabitabile , per mezzo di astronavi. Ma sulla Terra divenne ribelle e incominciò la sua involuzione morale e spirituale, “altrimenti sarebbe stato come noi”.

E i famosi canali di Marte? “Sono” ha detto Ithacar alla signora Germana “dei vasti sistemi di apparecchi i quali vanno in profondità ed emergono quel tanto che basta. E’ un sistema escogitato da un antico (diciamo così) scienziato il quale per mettere a maggiore profitto tutto il sistema di coltivazione su Marte inventò il mezzo di stabilizzare le coltivazioni mediante degli impianti di focalizzazione dei raggi e delle onde cosmiche benefiche alla coltivazione delle piante. E’ come una potente calamita fatta di materiale a pulsazioni elettro-magnetiche-solari. I canali di Marte mutano colore perchè le piante assumono appunto diversi colori stagionali come da voi. Ecco spiegato il mistero”.

Oltre Ithacar, si sono messi in comunicazione con la signora Germana, altri abitatori degli spazi. Per esempio il signor Wodok, abitante di Algool, della costellazione di Perseo (curioso che i nomi di questi extraterrestri assomigliano stranamente ai personaggi all’epopea fumettista di Gordon). Wodok ha la pelle color verde,è alto più di due metri, la sua casa ha ascensori azionati, manco a dirlo, con energia atomica, le scale salgono da sole, nelle camere ci sono poltrone che si spostano da un punto all’altro semplicemente premendo un pulsante.

Poi c’è Ohriz, abitante di Nettuno. C’è il venusiano Mohor, sposato, con quattro figli; la moglie si chiama Darlena; la figlia Horlana dipinge e studia; il figlio Fehur studia e scrive musica.

C’è, pure di Venere, Hadur, che vive con la mamma e due sorelle; ma è fidanzato con Asdra e presto si sposerà. Con Hadur si fa vivo anche l’amico Ghehurk.

Tutti questi signori, di lassù, ci tengono d’occhio, ci fanno delle tremende prediche perchè non si giochi più con le atomiche, insomma ci vogliono un gran bene. Senza di loro non combineremmo niente di buono. “Ricordati” dice Ithacar “che tra le file degli scienziati che lavorano a certi progetti ci siamo sempre noi, cioè vi è sempre uno specialista nostro che lavora sulle menti più ricettive.”

In quanto all’annuncio del signor Eugenio Siragusa (il quale incontrò sulle falde dell’Etna dei piloti dei dischi volanti e dopo di allora continua a tenere contatti telepatici con gli altri mondi), annuncio di di un massiccio sbarco sulla Terra di abitanti di altri pianeti nel 1967, Ithacar si è espresso così: ” Certo: avrete da vedere il cielo oscurarsi. Scenderanno a migliaia.”

La signora Germana è seduta, placida, di fronte a me. Dalla finestra entra l’alterno rombo delle Fiat su e giù per il corso. Ithacar sta in anticamera, raffigurato dalla signora in un grande dipinto: sembianze banalmente umane, però i capelli biondi scendono a criniera fino a metà schiena, incomodissimo ingombro, suppongo, nel pilotaggio dei dischi volanti.

“Ma Ithacar” io chiedo “non si è mai fatto vedere?”

“No” risponde la signora Germana. “però il maestro tibetano un giorno mi ha portato sulla Luna. Il mio doppio si è staccato dal corpo e sono volata lassù. Per pochi secondi. E’ stata una sensazione sgradevole. Valloni enormi, grotte, rocce selvagge. Eppure, là intorno, c’erano tutte le loro basi.”

Pubblicato da Passeggiate nel Mistero - Gian Luca Marino

Gian Luca Marino scrittore e reporter del mistero

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