Diario coronavirus /13

Le notizie oggi sulla prima pagina del giornale sembrano essere più rassicuranti.

“Rallentano contagi e ricoveri” ma soprattutto si stanno facendo piani per le fasi della ripresa e questo lo reputo un buon segno.

Per il resto è il lunedì della settimana di Pasqua…

Ecco la prima pagina del giornale

Già Pasqua. Il periodo della cristianità che preferisco ancora più del Natale. 

La Pasqua è simbolo di rinascita, di vita che sconfigge la morte di natura, nella tradizione precristiana, di natura che si risveglia dal torpore invernale.

C’è più silenzio per la città. Al mattino sento distinto il canto degli uccelli mentre albeggia. Il suono è uno spettacolo. Significa che il mondo si sta svegliando ma a me rimane ancora almeno un’ora di sonno.

Sono molto categorico negli orari in questo periodo. Vado a dormire e mi sveglio sempre alla medesima ora, cerco di mantenere dei ritmi.

Poi oggi mi è successo un piccolo miracolo.

Sono sempre stato un accanito ed onnivoro lettore ma non so perché in questo periodo, giornali esclusi, mi è venuta meno la voglia di leggere.

Oggi mi è stato consegnato a casa un libro di un autore che non ho ancora letto ma che ultimamente mi ha chiamato: Tiziano Terzani.

Stasera inizio la lettura e non vedo l’ora.

Una delle cose che più mi mancano in questo periodo definito ormai di “isolamento sociale” sono i momenti trascorsi in libreria.

Adoro il profumo delle librerie. Molte volte vado solo a curiosare, a leggere i titoli. Mi piace pensare che in mezzo a quei volumi ci siano parole in grado di rispondere ai miei interrogativi, capaci di trasportarmi in mondi affascinanti e lontani.

“Come cambierà il mondo?”. È questo interrogativo che mi pongo ogni giorno.

Anche perché signori, il mondo o la cambiano adesso o ci sommergerà e non lo cambieremo mai più.

Non ho risposte, nessuna certezza, solo ipotesi.

Tra queste immagino che nei tempi a venire ci sarà un inurbanesimo. Le persone cercheranno di spostarsi dalle grandi città alle campagne dove condurre una vita più semplice, a contatto con la natura, fatta di protezione e che garantisca i bisogni primari in qualsiasi condizione.

Le vere grandi città rimarranno sul web come metropoli virtuali.

Io spero che il tempo in questo modo rallenti.

Faccio sempre l’esempio di chi dal Sud, in altri tempi, si è spostato al Nord per andare a vivere incastrato in un ciclo: fabbrica / ufficio / lavoro / casa / mutuo / auto / partita di calcio e così via.

Immagino chi è tornato alla terra d’origine, in piccoli borghi, a contatto con la terra seguendo i suoi ritmi.

Ci sono due luoghi sulla terra dove andrei immediatamente a vivere: la Sicilia nella parte etnea e a Ibiza. Guarda caso, su queste due meravigliose terre che si somigliano molto, ho scritto due libri.

Mi manca viaggiare, fotografare in viaggio.

Mi mancano un pò di cose del vecchio mondo, le uniche che porterò nel nuovo.

Pubblicato da Passeggiate nel Mistero - Gian Luca Marino

Gian Luca Marino scrittore e reporter del mistero

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