Es Vedra

Es Vedra può essere considerato il punto più misterioso, magico e magnetico di Ibiza. Visitare questo luogo, meta di veri e propri pellegrinaggi, è un’esperienza sconvolgente, soprattutto in alcuni momenti della giornata come, per esempio, al tramonto.

Es Vedra e Es Vedranell, eccoci  alle isole dei draghi.

Alta circa trecentottanta metri Es Vedrà ha la forma della testa di un drago semi sommerso. Questa particolarità porta ancora oggi  marinai e pescatori a rendere omaggio al fantomatico drago per propiziare la pesca e per navigare in acque tranquille.

Esistono punti sulla terra dove gli elementi della natura si incontrano e danno vita ad una sorta di magnetismo sprigionando energia: uno di questi è Es Vedra.

E’ una domenica mattina di giugno, sono diretto verso la zona sud ovest di Ibiza, a Cala d’Hort, riserva naturale, per gustarmi il mare e una paella in programma per pranzo in uno dei ristoranti sopra la spiaggia.

Cielo azzurro con qualche nuvola bianca che spezza la monotonia di una tavola blu troppo tersa.

Non sono particolarmente focalizzato sulla spiaggia e il mare quanto su Es Vedra luogo magico, misterioso ed esoterico di Ibiza, sul quale mi sono documentato e sul quale continuo a svolgere ricerche e raccogliere testimonianze.

Ogni luogo nel mondo ha il suo angolo misterioso. Es Vedra, anche se non è l’unico, è quello più sentito a Ibiza.

Sono seduto in macchina, l’andatura è lenta mentre attraversiamo una vegetazione dai tratti tipici mediterranei. Durante il tragitto osservo  una terra e dei colori che mi ricordano la strada che in Sicilia porta sull’Etna.

A un certo punto ecco apparire la sagoma inconfondibile di Es Vedra.

Il mio accompagnatore ferma la macchina in uno spiazzo sterrato poco prima della discesa per Cala d’Hort. Poche decine di metri percorsi a piedi ed ecco comparire la sagoma Es Vedra vista dall’alto. Attorno a lei una cornice naturale mozzafiato. Sono estasiato dal blu intenso del mare e del cielo, il bianco delle nuvole, l’ocra della terra e delle rocce, il verde e il giallo della vegetazione. Soffia una leggera brezza.

Improvvisi gorghi d’acqua, strane luci sottomarine che spaventano i pescatori, strumenti elettronici e bussole che impazziscono, avvistamenti Ufo e altre storie misteriose si raccontano su questa piccola, affascinante, suggestiva, isola che sorge a circa due chilometri a sud ovest di Ibiza.

Le prime notizie misteriose che parlano di Es Vedrà risalgono al 1855 .

In questo anno, Francisco Palau, monaco carmelitano beatificato nel 1988 da Papa Giovanni Paolo II, si recò a Es Vedra per dedicarsi alla preghiera e alla meditazione. Dopo aver soggiornato per un po’ di tempo sull’isola, tra la natura selvaggia, riparandosi nelle grotte, il monaco scrisse sul suo diario di aver vissuto esperienze particolari, raccontando di incontri strani, visioni mistiche e risvegli spirituali.

Ho ritrovato parti del suo diario trascritte nel libro di Mariano Planells Diccionario de secretos de Ibiza.

Annota Planells che Palau fu un frate carmelitano ultraconservatore che, per motivi politici, fu esiliato a Ibiza dove decise di isolarsi dal resto del mondo trascorrendo alcuni giorni a Es Vedra dove fu portato con una barca.

Il giornalista Josep Riera, al quale Planells fa riferimento esplicito nel suo libro, ha una sua tesi dove sostiene che Palau, a Es Vedra, abbia avuto contatto con gli extraterrestri.

Palau tenne un diario dei giorni trascorsi sull’isolotto. In questo scritto il frate, per descrivere la sua cronaca e le sue emozioni, utilizza un linguaggio che Panells definisce come “sospettosamente mistico”.

In effetti è così.

Il 13 aprile 1855 Palau si recò a Es Vedra iniziando il suo diario. Sceso dalla barca salì sull’isolotto e si avventurò su una ripida scarpata.  Dopo la salita incontrò una grotta che indicherà come “La gran cueva dove ho trovato l’acqua necessaria al mio consumo”.

Il frate si dedicò per tutto il giorno alla preghiera e alla meditazione. I giorni successivi si concentrò invece a recitare suppliche rivolte alla Madonna allo scopo di entrare in contatto spirituale con lei. 

Palau ebbe poi una prima visione che annotò nel suo diario:

Ho trascorso il giorno e la notte. Il mare era in pace, l’aria soave, il cielo coperto da alcune nuvole, la luna a un quarto crescente e la sua luce era molto opaca. Ho visto arrivare di fronte a me una lunga ombra che avanzava nella mia direzione. Era sola, la figura era bianca come la luce della luna. La figura rappresentava una ragazzina di sedici anni, molto candida, bella, amabile. Al momento del suo arrivo si aprirono i cieli e la luce radiante del sole mi ha fatto vedere quella figura che era davanti a me. Il monte si riempì della gloria di Dio. E ho visto la figlia del Padre eterno in tutta la sua bellezza per quanto possibile all’occhio di un mortale. Il mio dolore non mi permetteva di vederla con la chiarezza che io desideravo: un velo copriva la sua faccia. Sono rimasto in silenzio però c’era una voce muta che mi parlava”.

Riera, osserva Planells, interpreta questo episodio come un riferimento al simbolo della dea Tanit (la luna a un quarto crescente) e la telepatia come un contatto con esseri extraterrestri.

Anche per le notti successivi Palau ricevette la visita dell’essere che si identificò come la Madonna e in più una voce telepatica gli comunicò che:

Noi del cielo veniamo senza ombre, però sulla terra non potete vedere le nostre cose divine”.

Il frate nel suo diario segnò un’ulteriore descrizione dell’essere che continuava a contattarlo tutte le notti:

Tra tanta luce e carità posso vedere il suo bellissimo corpo. Vedo la sua testa coronata di gloria, i suoi capelli di oro purissimo che dispensano luce emanata in tutte le direzioni. Le sue emanazioni interne di luce comunicano all’anima e al corpo”.

Il 15 aprile Palau giunse al culmine dell’esperienza mistica: 

Tutto il monte di Es Vedra sembra glorificarsi con musiche meravigliose. Sulla cima del monte, su un trono di immensa gloria, vedo la figlia del Padre Eterno”.

Durante la visione mistica all’uomo vennero mostrati alcuni oggetti che egli interpretò come un altare d’oro, un evangelario e una veste da sacerdote. Una voce gli parlò, venne fatto vestire con quell’abito e gli venne imposto di coprirsi la testa con un copricapo offertogli durante la visione perché, come gli suggeriva la voce, non avrebbe potuto sopportare la presenza della magnificenza di Dio senza proteggersi.

Josep Riero, scrive Planells, è sempre più convinto che il frate abbia avuto un contatto con gli extraterrestri e spiega questa misteriosa vestizione come una forma di protezione contro le radiazioni. 

Nel giorni successivi Palau abbandonò Es Vedra per poi tornare di nuovo a meditare con nuove visioni. Seguirono altri viaggi per predicare a Ibiza e poi, nel 1866, il carmelitano tornò nuovamente a Es Vedra.

Una notte stava dormendo mentre fuori il mare era in tempesta. Improvvisamente un raggio penetrò nella grotta dove il frate stava riposando e una voce dal cielo gli intimò di seguirlo.

Palau era spaventato ma gli appare l’arcangelo Gabriele che lo aiuta a nascondersi in un’altra grotta dove trovò un altare preparato dall’arcangelo Michele. Lo vestirono con gli abiti da sacerdote. La tempesta fuori si fece ancora più terribile e il povero frate assistette ad uno spettacolo terrificante: l’entità che identificava come Dio convocò Satana che si presentò sotto forma di un gigantesco drago. 

Ma di questo episodio Palau, nel suo diario, nasconde i dettagli e scrive solamente:

Ah! Se potessi spiegare questa lotta! È un segreto”.

Andiamo avanti nei secoli.

Es Vedrà fu scelta da alcuni hippies come rifugio. Essi si ricavarono uno spazio nei pressi di una cava in fondo ad una ripida scogliera, all’interno del quale pregavano Buddha.

Un’altra leggenda parla di una grotta che si trova in un punto non ben definito di Es Vedra. All’interno dell’anfratto vivrebbe una strega. La tradizione vuole che chi ha la fortuna di trovare  la grotta, deve lasciare un oggetto personale al suo ingresso in omaggio alla strega, per propiziare sorte e  fortuna.

Uomini di mare piuttosto esperti nell’arte della navigazione, affermano che quando ci si avvicina troppo a Es Vedra le strumentazioni elettroniche iniziano ad impazzire e addirittura tempo fa, se si osservava da Google Maps, Es Vedrà si vedeva oscurata.

Non mancano le leggende storiche e mitologiche, pur senza nessun riscontro storico documentato, secondo cui Es Vedrà sarebbe la punta della mitica Atlantide o l’isola delle Sirene di Ulisse.

A Es Vedrà sembrano frequenti gli avvistamenti di Ufo e di strani luci avvistate, secondo quanto riferiscono i testimoni diretti, sia in mare che in cielo.

Su la Isla, Es Vedrà continua a essere famosa con un alone di mistero e di misticismo. Non sono poche le persone convinte che l’isolotto emani una strana ma intensa energia in grado di amplificare sensazioni ed emozioni.

Per dare un senso a tutte le storie e le leggende che si sentono raccontare su Es Vedrà, è opportuno osservare che il luogo è una piccola isola con un’altissima concentrazione di metalli e minerali presenti nelle sue rocce; questo potrebbe spiegare il funzionamento bizzarro degli strumenti elettronici sulle imbarcazioni.

Esiste un’altra leggenda: tanto tempo fa, l’isolotto era la dimora di un gigante che aveva catturato due fratelli giunti sull’isola per ricevere da una guaritrice (forse la strega che si dice abbia abitato lì?) il finocchio marino, un’erba curativa che avrebbe dovuto salvare il padre dei ragazzi gravemente ammalato. Il titano che abitava quei luoghi, mentre teneva in ostaggio uno dei fratelli, costringeva l’altro a procurargli enormi quantità di calamari per placare la sua fame insaziabile. Un giorno a un pescatore che aveva osservato a lungo la tragedia che stavano vivendo i fratelli, venne un’idea. L’uomo nascose un riccio di mare nel cibo destinato al titano in modo che fosse colto da forti crampi di dolore che l’avrebbero distratto. Il piano funzionò e i ragazzi riuscirono a fuggire salvando il padre ammalato.

L’intera area é una riserva naturale e non é possibile accedere all’isola, né tantomeno scalarla, se non con un permesso speciale.

Il primo gruppo che é arrivato sulla cima di Es Vedrà, é stata una spedizione catalana, il 3 agosto 1950. Il giornale ABC, che pubblicò la notizia, cita a riguardo la leggenda popolare secondo la quale chiunque avesse provato a scalare la cima della maestosa roccia, avrebbe cambiato sesso all’istante. Probabilmente per questo motivo pare che nessuno tra i pescatori e i payes, prima di quella volta, abbia provato l’impresa.

A proposito di Es Vedra abbiamo scritto di Ufo. Proprio qui infatti è avvenuto il più importante avvistamento UFO dell’intera Spagna.

Nel 1979 un aereo commerciale volava verso Gran Canaria dopo uno scalo tecnico a Maiorca. Arrivato all’incirca sopra Es Vedra il comandante (con una notevole esperienza di volo) notò alcune luci rosse che si avvicinavano pericolosamente all’aereo, violando tutte le più elementari norme di sicurezza. Il pilota decise così un atterraggio di emergenza a Valencia. Le luci continuarono a inseguire l’aereo fino a poco prima dell’atterraggio. A protezione, si alzò anche un jet militare che dovette raggiungere la velocità di mach 1,4 per stabilire un contatto visivo con il velivolo. L’inseguimento durò parecchio e, in seguito ad un atteggiamento ostile dell’oggetto volante non identificato, il pilota militare provò a sparare un missile ma il dispositivo si inceppò. Il jet dovette ritirarsi per mancanza di carburante e il velivolo non identificato sparì in direzione delle coste africane.

Le spiegazioni sul mistero, fornite da un rapporto pubblicato nel 1994, sono molto vaghe e destano molto dubbi. Lo stesso pilota si dichiara di non essere soddisfatto delle spiegazioni fornite dalle fonti ufficiali.

Nell’ottobre del 2015 diversi siti di informazione online riportarono lo strano caso di una curiosa spirale apparsa, come documentato da numerose immagini che giravano in rete, nel mare tra la costa e Es Vedra. Gli esperti hanno sostenuto che si tratta di un fenomeno naturale prodotto da correnti marine.

Nei pressi di Es Vedra sorge la famosa Torre de es Savinar dalla quale si gode una vista mozzafiato sull’isolotto.

La storia di Davide Traversa

La Torre de es Savinar (o torre de Cap d’es Jueu) domina, ad oltre 200 metri di altezza, la rocca di Es Vedrà e Es Vedranell. Curiosamente é conosciuta da tutti come «La torre del pirata», quando invece fu costruita nel secolo XVIII proprio come osservatorio contro le invasioni dei pirati. Allora da dove deriva questo nome?

Ebbene deriva da un libro, una novella del 1909 chiamata «Los muertos mandan» del famoso scrittore spagnolo Vincente Blasco Ibáñez.

Purtroppo da qualche anno l’accesso alla sommità della torre é stato chiuso. Che ci crediate o no infatti, tutta la zona, compresi i due isolotti, sono di proprietà di alcune vecchie famiglie di residenti della zona.

Sempre nei pressi di Es Vedra sorgono i resti di un’antica villa romana.

Ibiza è ricca di antichi siti archeologici, spesso fenici o punici, risalenti a migliaia di anni fa. Ha catturato la mia attenzione qualche giorno fa, un posto di cui vedevo sempre l’indicazione ma che non avevo mai visitato, nella zona di Es Vedrà: Ses Paises de Cala d’Hort.

Non avevo molte aspettative a dir la verità e, come spesso accade, l’isola invece stava per stupirmi un’altra volta. Mi sono ritrovato davanti i resti di una antica villa romana con una vista mozzafiato su Es Vedrà (mi ha fatto sorridere pensare che già allora costruissero ville con viste del genere ).

Mi ha colpito in particolare una enorme cisterna per la raccolta dell’acqua, in perfetto stato di conservazione.

Ma la cosa migliore è il silenzio, rotto solo dal vento che soffiava forte. Una sensazione di pace e libertà che calma l’anima. Non mi stupisce che poco più su ci sia un Osservatorio Astronomico, vista la quasi nulla contaminazione luminosa. Un posto davvero bello, vale la pena farci un salto.

Tratto dal libro di Gian Luca Marino Ibiza misteriosa con le storie di Davide Traversa Undici Edizioni

Fotografie di Gian Luca Marino

Pubblicato da Passeggiate nel Mistero - Gian Luca Marino

Gian Luca Marino scrittore e reporter del mistero

2 pensieri riguardo “Es Vedra

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