Diario coronavirus /11

“Un sabato qualunque, un sabato italiano” cantava Sergio Caputo in anni che ormai ci sembrano preistoria.

Questo è stato un sabato italiano ma non un sabato qualunque. È stato un sabato da coronavirus…

È una situazione di stallo. Sembra non si vada indietro ma neanche avanti.

Questa la prima pagina del giornale. 

Ho notato che le principali testate giornalistiche non parlano più di numeri di coronavirus, morti, contagiati o meglio non nelle prime colonne.

Si scrive del contorno come se ormai fosse una situazione consolidata dalla quale con rassegnazione non se ne uscirà più.

La mia non è un’affermazione assoluta nel senso che non è in discussione il SE ma il QUANDO.

Il sabato è un giorno dai contorni fumosi, anche in quarantena. Ha un’atmosfera che ti fa ricordare che non è un giorno qualunque ma non riesco bene a capire quale sia l’elemento che fa la differenza, almeno in questi tempi.

Oggi ho passeggiato molto in giardino e finalmente mi è tornata la voglia di leggere. Ho già in mente qualche titolo.

Nella mia città c’è una persona, un Maestro, che sta facendo molte opere di beneficienza si materiale che spirituale. Sto seguendo molto le sue parole perché sono profonde, di fiducia, di speranza. 

Penso che abbia un rarissimo dono: l’equilibrio tra la dimensione fisica e quella metafisica. Riesce a incanalare le energie nella materia fino a plasmarla. Con questo modus operandi trasforma l’amore in pensiero e il pensiero in materia con l’azione, come l’antica sapienza alchemica.

Ieri gli ho posto una domanda tramite i Social. Un interrogativo che era da un po’ che mi arrovellava la mente e lo spirito.

“Maestro, secondo lei qual è il messaggio di questo virus, che cosa ci sta insegnando?”

Lui, il Maestro, con un video pubblico  mi ha dato una prima, preziosa, risposta.

La riporto qui perché sono parole che in qualche modo devono rimanere impresse. Sono profonde, potenti.

I miei maestri mi dicevano sempre: finché non ti connetti con le forze misteriose della natura avrai sempre una visione limitata dell’universo e anche della tua stessa vita. Un compito arduo ma stimolante.

Il Maestro, parlando della sua traumatica esperienza da bambino con l’epatite, ha raccontato:

Mi ricordo la frase di un medico che mi ha curato con grande passione e competenza: il virus non lo si può sconfiggere, debellare come un batterio, perché il batterio è un essere vivente, ha il ciclo metabolico della vita. Il virus è un’entità che si pone ai margini della vita, è un po’ di qui e un po’ di là. Ha delle caratteristiche biologiche e delle caratteristiche da organismo parassita, ma non biologico. Io stentavo a capire questo e poi c’è stata una spiegazione molto semplice e molto chiara: il virus, che è un’entità tra le più antiche e più piccole del nostro pianeta, in realtà è un codice, un insieme sequenziale di codici. Ha una sequenza di intelligenza archetipica estremamente sofisticata, ha la chiave di interazione con un’altra parola: il DNA. Il virus interferisce con l’architettura divina del DNA. Ci entra dentro lo modifica. Entra nell’intelligenza archetipica della cellula e quindi nell’organismo. L’infinitamente piccolo influisce sull’infinitamente grande. Il virus è un messaggio in codice di se stesso. 

Qual è questo messaggio? Noi sappiamo che c’è il principio della replicazione virale e nella replicazione esso modifica i codici che abbiamo nella nostra natura omeopatica, provocandoci delle alterazioni in un processo inarrestabile. 

Che cosa succede quando un virus si replica? Non da un punto di vista biologico ma da un punto di vista energetico, spirituale, dal punto di vista della nostra esistenza. 

Io quando da piccolo mi ero ammalato sono caduto nel meccanismo della paura e con esso ho alimentato per anni la replicazione virale. Poi i miei maestri hanno iniziato a farmi elaborare cos’è la paura. 

La paura è un virus invisibile che si insinua nei nostri meandri, si propaga.  Diventi quasi vittima di te stesso. E se non inverti il processo di replicazione del virus della paura il virus vero si accende.

Il virus non lo puoi eliminare, lo puoi rendere latente. Gli puoi far comprendere, proprio perché è un codice, la chiave per poter non nuocere. Questo lo fai con l’amore. Penso che questa sia l’introduzione più vera di quella che sarà tutta l’evoluzione di questa esperienza con i virus.

Grazi Maestro Olmo.

Pubblicato da Passeggiate nel Mistero - Gian Luca Marino

Gian Luca Marino scrittore e reporter del mistero

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: