Sa Caleta

In una tarda mattinata di un caldo ottobre raggiungo in scooter Sa Caleta.

Mentre percorro la strada ammiro  i colori della vegetazione e inizio a mettermi in sintonia  con la Isla caricandomi di energia.

La spiaggia di Sa Caleta, Ibiza (nota anche con il nome di Es Bol Nou) è lunga solo un centinaio di metri, è stretta ed è incastonata da scogliere rosse ed ocra che con l’azzurro intenso del mare formano uno spettacolo naturale di raro fascino soprattutto nelle giornate di pieno sole quando tutto sembra brillare.

Di Sa Caleta mi sono rimaste impresse tre cose: l’antico insediamento fenicio, la batteria militare e le casette dei pescatori.

Partiamo da queste ultime: i Varaderos.

A Ibiza mi è capitato diverse volte, durante le mie esplorazioni sul mare o nei momenti di relax in spiaggia, di imbattermi in queste casette di pietra e legno costruite in riva al mare. Alcune sono piccole ma caratteristiche, altre sembrano dei veri e propri garage con il passaggio direttamente in acqua.

I varaderos, conosciuti anche come embarcaderos, sono in effetti dei veri e propri garage dove si tengono le piccole imbarcazioni con le quali si va a pescare o si prende il mare per diletto.

Sovente i varaderos sono raggruppati tra di loro e creano dei veri e propri piccoli villaggi dove i pescatori si ritrovano con le famiglie per godersi la natura e farsi qualche buona mangiata all’aria aperta lontano dai turisti.

Una stradina che si snoda attraverso la penisola di La Mola conduce al sito archeologico di Sa Caleta, il Poblat Fenici, un insediamento cartaginese che risale al VII secolo a.C.  dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco.

Questo luogo riveste una primaria importanza storica per Ibiza perché fornisce preziose informazioni della fase più arcaica della colonizzazione fenicia di Eivissa. Le fonti storiche affermano che il sito doveva essere stato un grande nucleo a livello di popolazione. La sua origine risale probabilmente al VIII secolo a.C. I Fenici intensificarono la loro presenza in questa zona che fu poi abbandonata  verso il 590 a. C. quando gli abitanti del Poblat di Sa Caleta  si trasferirono nella baia della città di Ibiza più sicura e riparata.

Il Poblat Fenici di Sa Caleta è molto probabilmente il primo insediamento di questo tipo sull’isola. Il villaggio inizialmente aveva circa trecento abitanti, impegnati in agricoltura, caccia al pesce, estrazione di sale e lavorazione dei metalli. Il sito si presenta come un insieme variegato di costruzioni di diverse dimensioni e forme che tessono un dedalo di strade strette e piccole con  piazze irregolari. Sono ancora conservati la piattaforma di un probabile forno a legna pubblico e i resti di edifici che potrebbero essere utilizzati come magazzino e forni metallurgici.

A sinistra di sa Mola de sa Caleta ci sono i resti di un piccolo porto. Il sito archeologico è ad oggi recintato per preservarlo da eventuali crolli a causa del terreno molto fragile sul quale si trova. Nel 1999 è stato incluso nella dichiarazione di Ibiza come patrimonio mondiale.

Tra la spiaggia di Sa Caleta e il Poblat Fenici, si trovano i resti della Bateria Militar de Costa una struttura militare che risale alla Seconda Guerra Mondiale.

Quella di Sa Caleta è la numero 8, l’ultima costruita per proteggere Ibiza durante la guerra; è la meglio conservata tra una serie di installazioni dello stesso tipo, che avevano come scopo la difesa marittima e aerea di quella parte dell’isola e in particolare di Ibiza città.

La batteria antiaerea di sa Caleta fu progettata nel 1940 all’interno del cosiddetto “Piano 1940” o “Piano Kindelán”, che serviva alla fortificazione costiera nel quadro internazionale del secondo conflitto bellico.

Le armi antiaeree proteggevano il campo d’aviazione di Codolar e il porto di Ibiza.

In realtà la batteria di sa Caleta non è mai entrata in azione; dagli anni Cinquanta è stata ridotta al minimo ed è stata poi abbandonata dall’esercito nel 1962, eliminando i pezzi d’artiglieria.

Tratto dal libro di Gian Luca Marino Ibiza misteriosa con le storie di Davide Traversa Undici Edizioni

Fotografie di Gian Luca Marino

Pubblicato da Passeggiate nel Mistero - Gian Luca Marino

Gian Luca Marino scrittore e reporter del mistero

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