Diario coronavirus /8

Il senso del cortile, passeggiare, passeggiare, rispondere al telefono e poi di nuovo passeggiare.

Il cortile di casa è diventato il mio spazio vitale almeno nei giorni in cui c’è il sole.

Passeggio al mattino e al pomeriggio. È uno spazio che mi conforta e rassicura, un piccolo feudo protetto, uno sfogo all’aperto.

Ci sono le chiacchierate al telefono con i parenti e gli amici, piccoli ma importanti appuntamenti durante la giornata.

Stamattina lettura del quotidiano. Ecco la prima pagina

Il resto è trascorso attaccato al sito dell’Inps per la domanda degli 600 euro per l’emergenza coronavirus.

Sì, in questo periodo sono fermo anch’io. Non vedo l’ora di tornare sul campo, curare i miei contatti, gli appuntamenti della giornata, muovermi per esplorare, fare presentazioni e iniziare nuovamente con i miei eventi: le Passeggiate nel Mistero.

Sto puntando tutto sulla comunicazione, alla sera racconto storie in video che posto su Facebook, scrivo su questo blog, progetto.

Manca una data, una parvenza di ripresa.

Questa sera il premier Conte ha ufficialmente prorogato le misure fino al 13 aprile e tutti siamo consapevoli che, a meno di un miracolo, si andrà oltre al 13.

Era una vita che non guardavo più la televisione. Alla sera accendo la tv e mi guardo qualche documentario o film, mi addormento sul divano e vado a letto tardi.

Oggi mentre curiosavo tra i file del mio archivio fotografico ho ritrovato le foto scattate a Parigi nel febbraio del 2015. Ho voglia di tornare a Parigi. Tempo fa in libreria ho acquistato una guida agli itinerari insoliti parigini. Mi piacerebbe prendermi qualche giorno per ripercorrere quei percorsi. 

Mi intriga lo spirito del flaneur. 

Flâneur è un termine francese, coniata dal poeta Charles Baudelaire, che indica la persona che vaga per le vie cittadine, senza fretta, sperimentando e provando emozioni nell’osservare il paesaggio.

Nella mia concezione il flâneur arricchisce la sua esperienza quando riesce a percepire lo spirito dell’ambiente urbano in cui si trova e ne sente le suggestioni.

L’ideale è fare i primi esperimenti da flâneur uscendo in solitudine senza darsi mete, orari, aspettative.

Iniziare a passeggiare con calma, godersi il clima del momento in una giornata primaverile come in una serata fredda di nebbia. 

Volgere lo sguardo prima di fronte, poi a terra e in aria.

Quando qualcosa colpisce i sensi e lo spirito non bisogna avere esitazioni nell’ esplorare, nello scoprire. 

Percorrere itinerari che non si conoscono, spingersi verso la periferia, camminare per il centro entrando in nuove prospettive.

E’ un esercizio piacevole, sano ed economico.

Il mio primo libro Vercelli misteriosa è nato grazie a una di queste passeggiate quando avvolto dalla nebbia il mattone a vista del muro di un palazzo in pieno centro storico mi ha svelato un frammento dello spirito della città.

Per ora mi tocca fare il flâneur nel mio cortile.

Ho ripreso a giocare a scacchi online con un amico.

Questa sera sono uscito a portare il bidone dell’indifferenziato e la cruda realtà mi si è parata di fronte in un’immagine, questa:

Pubblicato da Passeggiate nel Mistero - Gian Luca Marino

Gian Luca Marino scrittore e reporter del mistero

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