I misteri della chiesa della Gran Madre di Dio – Passeggiate nel Mistero a Torino

Il confine impercettibile tra la pianura e la collina a Torino è sempre stato terra di un mistero labile e impalpabile come se in quel punto la città facesse solo finta di essere tale nascondendosi in un’altra dimensione accessibile a pochi.

Mi sono sempre chiesto chi abita in quelle ville di pre collina che si vedono dalla strada dal Monte dei Cappuccini alla Gran Madre. Così un giorno ho deciso di percorrere a piedi il tragitto. Quelle case non mi hanno regalato una buona sensazione, mi sembravano arroccate su loro stesse come scrigni di segreti che non promettono nulla di buono. 

L’atmosfera è cambiata in positivo appena sono arrivato davanti alla Gran Madre. 

Una delle cose che più mi soddisfa durante le mie passeggiate è sedermi sui gradini in alto della chiesa e godermi la vista su piazza Vittorio. Auto che si muovono, persone che attraversano il ponte e l’energia del Po che in quel punto è potente. Riesco a sentire l’odore del fiume come in un porto si sente l’aroma salmastro del mare. Ogni giorno, ogni ora, ogni minuto e ogni secondo, quella massa impressionante di acqua porta energia e movimento. A volte penso che se qualcuno da un punto lontano guarda il Po, quello sguardo assieme ai suoi pensieri sarà trasportato dalla corrente fino al cuore di Torino che passa proprio in quel punto davanti alla Gran Madre.

Il momento migliore da trascorrere sui gradini è quello quando i lampioni iniziano ad accendersi e assieme a loro le luci delle case. Si crea un’atmosfera surreale e magica mentre le forme delle due statue creano una cornice degna di un dipinto e la sagoma della Mole fa capolino fra i tetti e gli abbaini. In quei momenti mi innamoro di Torino, ogni volta.

La zona prende il nome di Borgo Po, un quartiere elegante, con case in stile liberty, che sembra quasi staccarsi dal resto della città per il confine naturale del fiume. Un tempo era il quartiere delle lavandaie dove il colore dominante era il bianco dei panni stesi ad asciugare. Nel 1935 un’ordinanza vietò di lavare e stendere i panni sul Po nel tratto cittadino. Così le lavandaie si spostarono verso San Mauro. Nel borgo Bertolla, detto appunto borgo dei lavandai, esse rimasero e continuarono la propria attività fino all’avvento delle lavatrici.

La Gran madre di Dio di Torino, si trova davanti al Po a ridosso dell’imbocco su ponte Vittorio Emanuele I che porta a sua volta nella maestosa piazza Vittorio.

La prima caratteristica che si osserva e che colpisce della Gran Madre di Dio  è la sua forma che riprende quella del Pantheon di Roma e sembra antichissima.

In realtà la chiesa non è poi così antica.

Il 23 luglio del 1818 venne posata la prima pietra su impulso del Consiglio comunale per festeggiare il ritorno del sovrano Vittorio Emanuele I.

Ferdinando Monsignore, che curò la realizzazione del progetto della chiesa, volle imitare il Pantheon di Roma con il suo stile neoclassico.

La chiesa ha una posizione astronomica curiosa: il 21 dicembre di ogni anno solstizio di inverno, a mezzogiorno in punto, il sole è posizionato esattamente sul frontale superiore.

Le due statue poste ai lati della Gran Madre scolpite dal carrarese Carlo Chelli, simboleggiano la Religione e la Fede.

Le sculture mi danno l’impressione che si stiano godendo il panorama. 

I cultori dell’esoterismo riconducono alla Gran Madre e alle sue statue significati misteriosi.

C’è chi sostiene che la chiesa sia stata costruita volutamente sullo stesso terreno dove, molti secoli prima, si celebrava il culto della dea Iside chiamata anche Gran Madre.

Il concetto di Maria come “Madre di Dio” è nato ufficialmente nell’anno 431, durante il Concilio di Efeso. Le chiese che in Italia sono dedicate alla Madre di Dio, oltre Torino, sono solo due: una a Fidenza anche se dal 1950 ha cambiato intitolazione e adesso è conosciuta come Chiesa parrocchiale di San Michele Arcangelo. L’altra, costruita nel 1913, si trova a Roma nel piazzale di Ponte Milvio.

Forse il nome Gran Madre richiama troppo il collegamento occulto tra il culto cristiano di Maria e gli antichi culti pagani della Grande Madre, diffusi in tutte le culture che rappresentavano il concetto divino primigenio legato alla natura, alla fertilità ed alla procreazione.

La Grande Madre del popolo egizio era Iside, la sposa di Osiride, dea della maternità e della fertilità, ma anche la signora della magia e dell’oltretomba.

Secondo un’altra versione nello stesso luogo dove oggi si trova la chiesa sorgeva un antico luogo di sepoltura.

Sul timpano del tempio si trova la scritta in latino:

ORDO POPULUSQUE TAURINUS OB ADVENTIUM REGIS

ossia: La nobiltà (o la città) e il popolo di Torino per il ritorno del re.

Secondo un’interpretazione esoterica l’Ordo Taurinus potrebbe essere letto come il saluto ad un ordine taurino ossia una popolazione di origine celtica che qui abitava.

Ma torniamo alle due statue. Esse sono due allegorie femminili della Fede e della Religione. I loro abiti e calzature fanno pensare non a figure mariane ma a matrone romane molto simili alle rappresentazioni delle sacerdotesse isiache.

La statua della Fede si colloca sul lato sinistro: è raffigurata come una donna seduta con un nastro incrociato sul petto. Con la mano destra regge un libro, mentre con la sinistra solleva un calice. Alla sua sinistra, si trova un piccolo angelo alato, seminudo, che regge nella mano destra un bastone e rivolge la sinistra verso la donna.

Pare che la Fede nasconda un messaggio segreto: indica nientemeno che il luogo dove si nasconde il Santo Graal.

A questo punto ci sono due versioni.

La prima sostiene che il sacro calice si trova ai piedi della statua sepolto non si sa bene dove.

La seconda, più articolata afferma che lo sguardo della statua suggerisce la direzione da seguire per trovare il Graal. La Fede è però stata scolpita senza le pupille quindi determinare esattamente un punto risulta impossibile. Potrebbe trattarsi di un messaggio ben preciso?

Osservando poi la cupola della chiesa dall’interno non mancano le ipotesi che vedono in essa la forma di una coppa rovesciata simbolo del sacro Graal.

La Religione che si trova sul lato destro è rappresentata come una donna dal lungo abito chiuso con un nastro, che guarda impassibile verso l’orizzonte davanti a sé e sembra non accorgersi del putto che è al suo fianco, e che regge mostrandogliele le Tavole della Legge. La statua dà l’impressione di essere gravata dal compito di sorreggere una grande croce l’unica  che si trova nei pressi della chiesa.

Se osserviamo attentamente aguzzando la vista, sopra la fronte della statua si nota il simbolo dell’occhio divino, un triangolo equilatero raggiante con all’interno la figura di un occhio. Il simbolo, ispirato alla religione egizia, dove troviamo la rappresentazione dell’Occhio di Horus, il figlio della dea Iside, è diventato nel cristianesimo l’emblema della Divina Provvidenza, il vigile ed attento occhio di Dio che vede e provvede ad ogni cosa.

L’occhio divino è associato alla tradizione iconografica della Massoneria. Esso si trova al disopra di una volta semicircolare nel Tempio di Loggia e rappresenta l’occhio che tutto vede, un monito al fatto che ogni pensiero e azione di un massone sono osservati dal Grande Architetto dell’Universo.

La Religione è avvolta da un velo sotto al quale si trova una piccola tiara papale rovesciata. Qual è il significato?

Alcuni hanno ipotizzato che si tratta dell’interpretazione di una profezia di Nostradamus “Romano potere sarà del tutto e basso”, il potere della chiesa sarà messo in profonda crisi e crollerà in una città in cui scorrono due fiumi. 

Qui si apre una parentesi perché pare proprio che Nostradamus si trovò a Torino nel 1556 probabilmente chiamato per trovare un rimedio alla sterilità di Margherita di Savoia. Del controverso soggiorno di Nostradamus in città, dove visse in una casa oggi scomparsa chiamata Domus Morozzo, rimane una misteriosa targa:”Nostradamus alloggia qui dov’è il paradiso, l’inferno, il purgatorio. Io mi chiamo la Vittoria, chi mi onora avrà la gloria, chi mi disprezza avrà la completa rovina”.

Chi è Vittoria? Probabilmente fu il nome della casa circondata da terreni chiamati Purgatorio e Inferno.

Tornando alla chiesa, questa volta nei sotterranei, oltre alla probabile presenza di tunnel, esiste l’ossario dei caduti all’interno del quale si vocifera della presenza della statua di una vergine nera col bambino che avrebbe un particolare significato alchemico. 

Come un significato esoterico avrebbe la posizione della chiesa stessa. La Gran Madre di Torino si colloca infatti alla fine di un percorso che inizia da Piazza Statuto, il “cuore nero” della città e attraversa Piazza Castello, il “cuore bianco”, dove è collocata la Sacra Sindone.

Fonti bibliografiche:

W.F. Kerdudo, Torino misteri e itinerari insoliti tra realtà e leggenda, Polaris

Città magiche, collana Misteri nascosti, Hobby & Work

M. Centini, 17 itinerari del Mistero a Torino tra mito magia e storia, Priuli & Verlucca

D. Tacchino, Torino storia e misteri della provincia magica, Edizioni Mediterranee

http://www.angolohermes.com

Pubblicato da Passeggiate nel Mistero - Gian Luca Marino

Gian Luca Marino scrittore e reporter del mistero

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