I misteri del Monte dei Cappuccini – Passeggiate nel mistero a Torino

Una sera mi stavo godendo una Torino avvolta dalle tenebre dal Monte dei Cappuccini. Erano gli abbaini sui tetti delle case che mi incuriosivano più di ogni altro particolare, mi chiedevo chi abitasse dietro a quelle finestre, quante vite si erano consumate e quante storie misteriose si celavano. Mentre riflettevo alcune nuvole minacciose all’orizzonte inghiottivano ogni cosa e la sagoma onnipresente della Mole guardava di fronte a me quello spettacolo in assoluto silenzio.

Il Monte dei Cappuccini di Torino è l’inizio ideale per una Passeggiata nel Mistero. Ricercato dai fotografi, dalle coppie in vena di atmosfere romantiche o semplicemente da chi vuole godersi qualche attimo di pace e tranquillità, da qui si può godere di una vista mozzafiato su tutta la città.

Il momento ideale per osservare Torino da questo punto panoramico è al tramonto quando la luce lascia il posto alle ombre che avvolgono la città in un mantello ricco di suggestioni. 

Il Monte sorge su un’altura boscosa di circa 280 metri. La strada che conduce alla sommità doveva essere in origine costellata di piloni votivi con lo scopo di ricreare una Via Crucis ma quel progetto non andò mai a buon fine. Si pose mano, invece, al rifacimento del percorso rendendolo fruibile alle auto. Durante gli scavi riaffiorarono i resti di decine di persone che, probabilmente, caddero vittime della peste tra la fine del Cinquecento e il 1630. 

Avamposto dei Templari con un probabile presidio fortificato, la vocazione militare e quella religiosa si intrecciano nella storia del Monte sin dai tempi più remoti. Alcune scoperte archeologiche testimoniano tracce di pratiche religiose pagane, confermate dal ritrovamento di alcuni frammenti di marmo che, secondo lo storico di Corte Emanuele Tesauro, sono i resti di un’ ara dedicata al culto di Giove. 

Tornando ai Templari la loro presenza a Torino è documentata dal 16 giugno 1156 quando giunsero in città su richiesta di un vescovo. Sull’altura dei Cappuccini esisteva la bastita Taurini di origine romana, dalla quale i Cavalieri controllavano i movimenti sottostante via fiume e via terra. 

Anni fa un team di studiosi coordinati da frate Luca Isella scoprirono nel Bastiglione Est un cucchiaio di rame, un piatto in ceramica con le insegne dell’Ordine del Tempio e un bacile con una decorazione che recava il nodo di Salomone. Questi resti sono emersi nella stessa area in cui furono ritrovati, nel novembre del 1943, le spoglie di un notabile templare avvolto nudo all’interno di un sudario che fu cucito con un misero corredo funebre. Su chi sia questo misterioso uomo sepolto fu avanzata l’ipotesi che si trattasse di fra Oggero che fu alla guida della precetterai templare di Torino nel 1276.

Fu nel Seicento che la tradizione diede al Monte dei Cappuccini un alone di mistero enfatizzato da presenze sovrannaturali. Nel 1619, la Principessa Cristina di Borbone sposò il Principe di Piemonte Vittorio Amedeo, che alla morte del padre acquisì il titolo ducale, facendo passare il Piemonte dalla sfera di influenza spagnola a quella francese. Vittorio Amedeo I morì nel 1637, colto da malore dopo un banchetto, dando adito a discussioni infinite sulle reali cause della sua morte, dalle fonti ufficiali attribuita alle conseguenze di una malaria trascurata e dagli appassionati di congiure di palazzo da un avvelenamento. 

I notabili che assistettero alla morte del sovrano ne certificarono la volontà di riconoscere a Cristina di Francia la Reggenza. La capitale, invasa dalle truppe spagnole, nel 1640 fu assediata dai francesi che nel maggio di quell’anno, penetrarono in città. Circa quattrocento torinesi, terrorizzati dalla ferocia francese, cercarono rifugio nel Convento del Monte dei Cappuccini. Lo sforzo fu vano e le truppe, sfondato il portone di ingresso alla Chiesa, trucidarono chiunque capitasse a tiro. 

La leggenda narra che, un soldato si avvicinò all’altare e danneggiò il tabernacolo per impadronirsi dell’argento.

Improvvisamente una fiammata uscì dall’altare ustionando il viso del francese e mettendo in fuga lui e i suoi compari di saccheggio. Quell’evento fu considerato opera di una forza soprannaturale e ne fu anche riconosciuta la natura miracolosa, ma non mancano gli scettici. Antonio Manno, nel suo Diario dell’Assedio del 1640, contesta l’intervento divino ravvisando invece la causa della fiammata nello scoppio di una fiasca di polvere da sparo. Il miracolo del Monte non è il solo episodio con connotazioni misteriose. Si racconta di una presenza impalpabile che, aleggiando attorno al Monte, si mostra alle coppie di innamorati. Nel 1989 si scoprirono nel giardino i resti mortali di un uomo che riposavano accanto a due fornelli di pipa in ceramica bianca di ottima fattura. Quei resti sono stati identificati come appartenenti al Conte Filippo San Martino d’Agliè.

Le persone che raggiungono il Monte dei Cappuccini sono abituate a volgere lo sguardo verso il panorama urbano ma basta voltarsi per accorgersi della chiesa.

Sotto a Santa Maria al Monte, le cui origini sono legate ai Savoia, esistono dei sotterranei settecenteschi che durante la Seconda Guerra Mondiale furono adibiti a rifugi antiaerei. Nel tempo in un piccolo tratto è stato ricavato un laboratorio per ospitare le attrezzature dell’Istituto di Cosmogeofisica del CNR e dall’Istituto di Fisica dell’Università di Torino.  

fonti bibliografiche:

Città magiche, collana Misteri nascosti, Hobby & Work

M. Centini, 17 itinerari del Mistero a Torino tra mito magia e storia, Priuli & Verlucca

D. Tacchino, Torino storia e misteri della provincia magica, Edizioni Mediterranee

R. Rossotti, Curiosità e misteri di Torino, Newton Compton Editori 

Pubblicato da Passeggiate nel Mistero - Gian Luca Marino

Gian Luca Marino scrittore e reporter del mistero

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